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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Cronaca

Mistero Landi, ore di attesa per l'esito del dna. "Corrispondenza nelle impronte digitali"

Nelle prossime ore potrebbero arrivare i risultati. Il corpo è stato recuperato dall'acqua oltre 5 giorni dopo la tragedia

Manca la certezza. Quella che solo l'esito dei test genetici può garantire. Solo quando arriverà il risultato la famiglia Landi potrà sapere se uno dei due corpi ripescati nel golfo Persico è di Samuele. Il 58enne imprenditore aretino, balzato alle cronache per la vicenda Agile Eutelia, è formalmente ancora disperso in seguito a un naufragio avvenuto lo scorso 2 febbraio nelle acque internazionali di fronte alla penisola Arabica. Si trovava su un natante di grandi dimensioni che faceva la spola con Aisland, la "città flottante" che Landi stava costruendo. 

Dopo la tragedia in mare, due marinai sono stati tratti in salvo vivi dopo 48 ore. Altri due corpi senza vita, invece, sarebbero stati invece recuperati dalle acque del golfo Persico dopo cinque giorni. Entrambi irriconoscibili. Le autorità degli Emirati Arabi hanno condotto tutti gli accertamenti necessari per dar loro un nome. Le impronte digitali di uno dei due però sarebbero corrispondenti a quelle di Landi. Inizialmente sembrava che, quello che in gergo viene chiamato "matching", non fosse sufficiente per l'identificazione.

"Le autorità degli Emirati Arabi - afferma l'avvocato di Landi Amedeo Di Segni - mi hanno parlato di impronte corrispondenti. Sembrerebbe dunque che il corpo sia il suo. Ma al momento non ci sono documenti che lo certifichino e stiamo attendendo l'esito del dna". 

E così i familiari  - la moglie Laura e i quattro figli - attendono con grande ansia di conoscere il risultato. Un confronto genetico al quale si è sottoposto uno dei figli. Gli esiti potrebbero arrivare anche in questa giornata. 

Una quinta persona poi sarebbe rimasta coinvolta nel naufragio, ma il corpo non è stato trovato ed è difficile pensare che possano esserci ancora speranze di ritrovarlo.

Intanto la testa online di proprietà di Landi, Informarezzo, negli ultimi giorni aveva messo in stand by le pubblicazioni. Oggi però l'ex direttore della testata Paolo Casalini ha parlato pubblicamente della situazione riportando proprio sul giornale online la sua testimonianza: "Quando quattro giorni fa mi giunse la prima telefonata dai colleghi giornalisti per sapere se avessi notizie sulle condizioni di Samuele, rimasi interdetto per non dire incredulo.

Immediatamente cominciai a controllare le comunicazioni. Nel canale chat che solitamente avevamo usato per le trattative, la connessione risultava cessata definitivamente alle 12,52 del 2 febbraio. C’era di che essere preoccupati. Controllando il server di Informarezzo, anche qui le ultime connessioni risalivano al  mattino del 2 febbraio. Tutto taceva da quasi sette giorni".

Ultimo aggiornamento 12 febbraio ore 17,30

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