Cronaca

"Mio padre morto sul lavoro e l'amarezza per le leggi che ci sono ma non vengono applicate", l'appello di Lalla Quinti

Era il 24 maggio del 2016, Leonardo Quinti, artigiano apprezzatissimo per le sue competenze, stava lavorando a Vitereta quando cadde da una scala. Un volo di alcuni metri che non gli lasciò scampo. Idraulico di professione, il 73enne infatti...

lalla quinti

Era il 24 maggio del 2016, Leonardo Quinti, artigiano apprezzatissimo per le sue competenze, stava lavorando a Vitereta quando cadde da una scala. Un volo di alcuni metri che non gli lasciò scampo. Idraulico di professione, il 73enne infatti controllando un canale di scolo sul tetto di uno degli edifici di tenuta agricola.

La sua fu una morte bianca, una terribile tragedia che si consumò mentre stava lavorando. Uno di quei drammi che, nonostante lo choc, nonostante i proclami, nonostante gli appelli alla sicurezza, continuano a perpetrarsi. E non solo nel settore manifatturiero o nelle piccole o grandi aziende. Purtroppo anche negli uffici pubblici, come è accaduto solo due giorni fa, quando due dipendenti dell'Archivio di Stato hanno perso la vita inalando gas argon dell'impianto antincendio.

Un dramma quest'ultimo che ha riaperto una dolorosissima ferita per Lalla Quinti, figlia di Leonardo:

"A distanza di due anni, nulla è cambiato. Purtroppo le persone continuano a morire sul posto di lavoro. Quest'anno per Arezzo è stato particolarmente tragico. Non è possibile continuare così. E per questo vorrei fare un appello: abbiamo ottime leggi sulla sicurezza sul lavoro, ma nessuno le fa rispettare e quindi nessuno le mette in pratica. Mi riferisco soprattutto agli incarichi esterni, agli appalti: si guarda solo a risparmiare, a spendere poco. Ma qual è il costo reale? Non si guarda più alla qualità e nemmeno alla sicurezza delle persone".

Lalla, 42 anni, sta portando avanti anche una battaglia istituzionale per veder riconosciuti i diritti dei "reduci di morti sul lavoro".

Purtroppo, racconta, dopo le tragedie le famiglie restano nel baratro: il dolore, le difficoltà. Noi fortunatamente non abbiamo avuto problemi economici. Ma se ci sono procedimenti giudiziari in corso, allora iniziano ad esserci costi legali importanti. Ma i diritti dei familiari sono pochi: ad esempio i figli non vengono calcolati nei risarcimenti Inail, non abbiamo nessuna esenzione sanitaria (come invece accade in seguito ad altri tipi di drammi che lasciano le famiglie senza un componente come il padre o la madre ndr), e così via. Per questo da tempo mi sto attivando affinché venga portata avanti una proposta di legge che prenda in considerazione questi aspetti.

Anche per la famiglia di Quinti ci sono state, e ci saranno, spese legali. Il procedimento penale fu aperto e archiviato dopo sei mesi. Adesso affronteranno un procedimento civile.

Anche se resta una grande amarezza. Il processo si concluse velocemente e a noi sono rimasti dubbi pesantissimi: ci è stato detto che nostro padre non doveva salire sulla scala dalla quale è caduto, ma lui che lavorava sulle gronde, come avrebbe potuto arrivarci senza salire su di una scala? Per strada l'ambulanza ebbe un incidente, si scontrò con un Doblò e arrivò dopo molto tempo, non arrivò sul posto né un medico legale né un magistrato. Continuiamo a chiederci, come è possibile?"
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