Cronaca

"Mi ha violentata e derubata", ma in aula si contraddice: assolto l'ex fidanzato 25enne

I fatti risalgono al maggio del 2016 e si sono consumati in Valdarno, nell'alloggio di un agriturismo dove la donna viveva. Fu lei, all'epoca trentacinquenne, a rivolgersi ai carabinieri sporgendo due denunce.

Una storia durata pochi mesi prima di giungere al capolinea. Un distacco difficile da gestire, condito da litigate e denunce. Pesanti denunce: violenza sessuale, lesioni aggravate e anche furto di un cellulare. Una vicenda intricata approdata in tribunale e conclusa di fronte al collegio presieduto dal giudice Gianni Fruganti con una assoluzione.

I fatti risalgono al maggio del 2016 e si sono consumati in Valdarno, nell'alloggio di un agriturismo dove la donna viveva. Fu lei, all'epoca trentacinquenne, a rivolgersi ai carabinieri sporgendo due denunce: la prima volta aveva raccontato di essere stata violentata dall'ex fidanzato, un ragazzo di 22 anni con il quale era rimasta in contatto, la seconda di essere stata derubata del cellulare dal solito giovane. Dietro alle denunce una storia d'amore durata otto mesi e poi naufragata: lei diceva di dover mantenere il ragazzo di 13 anni più giovane, lui affermava invece di essere l'unico a lavorare. Fin quando lui non è tornato dalla madre.

La violenza si sarebbe consumata una notte di inizio maggio: ma qui il racconto della donna si fa poco coerente. Il giovane bussò alla porta dell'alloggio nel cuore della notte. Sentita più volte dagli inquirenti, la 35enne si sarebbe contraddetta raccontando in un caso un'aggressione concitata e in un altro una situazione degenerata lentamente fino al mattino. Il giovane, assistito dai legali Francesca Marolda e Alessandro Mori, ha sempre parlato di un rapporto consenziente.

La donna in seguito si recò in ospedale ma rifiutò l'ingresso in pronto soccorso in codice rosa. Solo dopo si presentò dai Carabinieri per sporgere denuncia per violenza sessuale. 

Il processo si è concluso oggi, con l'ascolto dell'ultima testimone, un'amica della donna: si tratta della proprietaria della struttura ricettiva che la ospitava. Fu lei ad accompagnare la 35enne dai carabinieri. Ma in entrambe le occasioni le fu confidata l'aggressione sessuale. Pare inoltre che durante quel periodo la donna avesse inviato tanti messaggi sul telefono del giovane per cercare un riavvicinamento. 

Al termine della sua requisitoria, la pm Chiara Pistolesi ha chiesto una condanna a 6 anni di reclusione. Di parere diverso il collegio giudicante che ha pronunciato un'assoluzione.  Non ci sarebbero prove che il giovane abbia commesso i reati ascritti. 

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