Cronaca

Maxi traffico di stupefacenti dai Balcani ad Arezzo: 17 arresti e 4 tonnellate di droga sequestrate

Tra gli arrestati ci sono anche alcuni residenti dell'Aretino indicati come membri dell'organizzazione che dalle coste balcaniche è riuscita ad allestire l'imponente giro di compravendita di droga

Diciassette arresti, una pioggia di denunce e una fittissima rete di compravendita che, dalla Puglia, ha attraversato l’Italia arrivando fino ad Arezzo. E’ questo il bilancio di una complessa attività di indagine, denominata “Beached” (spiaggiato ndr), coordinata dai finanzieri del comando provinciale di Brindisi insieme alla direzione distrettuale antimafia di Lecce e con il supporto del reparto operativo aeronavale di Bari.

Le indagini, avviate dai militari del nucleo di polizia economico-finanziaria di Brindisi insieme ai colleghi della sezione operativa navale alla fine del 2017, hanno consentito di documentare l’operatività di uno strutturato sodalizio dedito all’importazione, trasporto, detenzione e cessione di ingenti quantitativi di marijuana. Un traffico articolato che dai Balcani riusciva ad approdare alle coste italiane per poi spingersi sino al centro-nord della Penisola.

Questa mattina, in seguito ad un’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari, è scattato il fermo per 17 indagati: 13 agli arresti domiciliari e quattro con obbligo di dimora. Tra costoro due risiedono a Brindisi (uno a Oria e uno a Ceglie Messapica), due nella provincia di Taranto e uno a Matera. Altri nove, tutti cittadini albanesi, sono stati rintracciati nelle province di Roma, Arezzo, Rimini e Forlì. Complessivamente sono circa 40 le persone indagate, di cui sei arrestate in flagranza di reato nel corso dell’inchiesta.

“L’organizzazione - spiegano i finanzieri - gestiva il traffico attraverso l’apporto fornito da ciascun indagato a sua volta reclutato grazie all’intermediazione di un residente della provincia di Taranto. Inoltre, è stato possibile accertare anche la detenzione di armi da fuoco utilizzate per intimidire i clienti in ritardo con il pagamento dello stupefacente”.

Operazione beached 3-2-2
Ma veniamo alla ricostruzione del fatti. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, la droga proveniva dalla cosiddetta “rotta balcanica” viaggiando a bordo di potenti gommoni e, oltre alle piazze di spaccio di Brindisi e Taranto, veniva smistata verso acquirenti dislocati in altre regioni del centro-nord. Le indagini, come detto, sono partite alla fine del 2017 con un rocambolesco inseguimento marittimo terminato con l’abbandono di un gommone carico di droga sulla spiaggia di Costa Merlata nei pressi di Marina di Ostuni e la fuga di due persone che si trovavano a bordo del natante. In prima battuta l’inchiesta è stata diretta dal pm del tribunale di Brindisi, Luca Miceli. Successivamente i fascicoli sono stati trasmessi alla direzione distrettuale antimafia (dda) di Lecce e affidati ai sostituti procuratori Alberto Santacatterina e Giovanna Cannalire. Il procuratore aggiunto della dda leccese Guglielmo Cataldi ha inoltre attivato i canali di cooperazione internazionale così da arrivare alla cattura di eventuali altri soggetti coinvolti nel maxi traffico. “L’attività odierna - concludono dalla Guardia di finanza - ha potuto contare sulla perfetta sinergia operativa messa in campo dal comando provinciale di Brindisi, dal reparto operativo aeronavale di Bari e dal nucleo di frontiera marittima della Guardia di finanza di stanza a Durazzo, oltre alla consolidata collaborazione con le autorità di polizia albanesi”.

In aggiunta ai 17 fermi sono state denunciate 32 persone, arrestati 6 responsabili del traffico colti in flagranza di reato, sequestrati più 4.000 chili di marijuana, oltre mezzo chilo di cocaina, 27.000 euro in contanti, un natante, tre auto e una motocicletta.

Operazione Beached: 13 arresti per traffico di droga dall'Albania

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