Cronaca

Maxi appalto rifiuti, il processo potrebbe spostarsi a Prato o Siena. E ricominciare dall'inizio

La gara per la gestione dei rifiuti nell'Ato Toscana Sud, del valore di oltre 3 miliardi di euro, è sotto indagine dal 2016. Ma i legali degli imputati hanno sollevato eccezioni di competenza territoriale. E c'è il pericolo prescrizione

Il giudice Angela Fantechi deciderà tra una settimana se rinviare a giudizio gli imputati per il maxi appalto dei rifiuti nell'Ato Toscana Sud, oppure se accogliere le eccezioni di competenza territoriale sollevate dai legali. Il caso è quello della gara per la gestione dei rifiuti nelle province di Arezzo, Grosseto e Siena, finita nel mirino degli inquirenti di Firenze nel 2016. Le accuse sono di turbativa d'asta, corruzione e induzione indebita: la procura è convinta che l'appalto fosse stato messo in piedi in modo fraudolento, al fine di far vincere Sei Toscana.

La spada di Damocle del processo pende sul capo di Andrea Corti, ex dg di Ato Toscana Sud, Eros Organni, ex ad di Sei Toscana, Valerio Menaldi, Tommaso D'Onza e degli ex amministratori di Rti Progetto 6, Marco Buzzichelli e Fabrizio Vigni.

Sull'inchiesta incombe anche il pericolo prescrizione, che scatterà nel 2020. Se il procedimento dovesse spostarsi a Prato o Siena, come chiesto ieri dagli avvocati degli imputati, dovrebbe ricominciare dall'inizio. La gara d'appalto finita nel mirino dei magistrati aveva un valore di oltre 3 miliardi di euro.

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