Cronaca

Morì in vacanza cadendo dal balcone, verso la sentenza del processo d'appello bis

E' la quarta volta che i giudici si pronunciano sulla tragica vicenda della morte di Martina Rossi. Sul banco degli imputati ci sono due ragazzi di Castiglion Fibocchi che rischiano una condanna a 3 anni

Un nuovo giorno di attesa per una sentenza. La quarta. Il processo d'appello bis per la morte di Martina Rossi, che vede sul banco degli imputati due giovani di Castiglion Fibocchi, si avvia alla conclusione. L'udienza si preannuncia lunga e complessa. I due aretini, Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, sono accusati di tentata violenza sessuale di gruppo. 

La tesi dell'accusa

Secondo l'accusa, sostenuta in appello dal procuratore generale Luigi Bocciolini, la studentessa ligure, all'alba del 3 agosto del 2011 precipitò dal balcone della camera 609 dell'hotel Santa Ana di Palma di Maiorca nel tentativo di sfuggire ad una violenza sessuale. Era la camera in cui alloggiavano i due aretini e dalla quale lei avrebbe cercato di scappare o di chiedere aiuto scavalcando il balcone. Una via di fuga che si sarebbe però dimostrata fatale. Martina, che aveva solo 19 anni, finì una fontana e morì dopo circa 40 minuti di agonia. 

Le tesi della difesa

Una tesi, quella dell'accusa, che i due aretini, Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, hanno negato fin dall'inizio e che i loro legali (Tiberio Baroni e Stefano Buricchi) hanno tentato di confutare, già in tre gradi di giudizio, a suon di perizie. Nelle arringhe pronunciate il 14 aprile, infatti, hanno parlato di un gesto volontario e (da parte dell'avvocato Baroni) è stata avanzata la tesi di un malore avvenuto in seguito ad un presunto consumo di stupefacenti.

La vicenda processuale e le richieste di condanna

La vicenda processuale si trascina da anni, non senza colpi di scena. La condanna in primo grado (6 anni per oguno), l'assoluzione in secondo, poi la decisione della Suprema Corte di far celebrare nuovamente il procedimento d'appello (perché alcuni indizi sarebbero stati "travisati") e adesso il processo bis: sono numerose le tappe di questo lungo percorso giudiziario. Nel frattempo uno dei due capi di imputazione di cui erano accusati i due 29enni, ovvero morte in conseguenza di altro reato, è caduto in prescrizione. Oggi saranno giudicati per quello rimanente, ovvero tentata violenza sessuale di gruppo. 

Il procuratore generale ha chiesto un pena di 3 anni. I difensori, nelle loro arringhe, hanno chiesto l'assoluzione

La battaglia dei genitori di Martina

Ad ogni udienza, compresa quella odierna, sono stati presenti i genitori della giovane, Bruno e Franca. 

"Sono 10 anni che ci battiamo per lei - ha dichiarato il padre alla redazione genovese di Repubblica -
E per tutte le donne vittime di violenza. Condanneranno quei due perchè me l’hanno ammazzata".

Sono stati i due genitori a far riaprire le indagini, dieci anni fa. Fu il pm Bigio Mazzeo ad aprire un nuovo fascicolo. Poi tutto passò al tribunale di Arezzo. "Qualsiasi cosa accada, andremo fino in fondo" hanno sempre detto i due genitori. E lo stanno facendo. 

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