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Caso Martina, le motivazioni della Cassazione: "In Appello errore macroscopico nell'esame delle foto"

E' stata già depositata la sentenza della Cassazione con la quale è stata annullata l'assoluzione per Vanneschi e Albertoni

"I giudici di appello, con un esame invero superficiale del compendio probatorio, hanno ritenuto di ricostruire una diversa modalità della caduta della ragazza, cadendo in un macroscopico errore visivo di prospettiva nell'esaminare alcune fotografie, quanto all'individuazione del punto di caduta, individuandolo nel centro del terrazzo". Così i giudici della Cassazione hanno motivato la sentenza con la quale, lo scorso 21 gennaio è stata annullata l'assoluzione dei due giovani di Castiglion Fibocchi processati in seguito alla morte di Martina Rossi, la studentessa ligure precipitata da un balcone di un hotel di Palma di Maiorca nell'agosto del 2011. Il testo della motivazione è riportato dall'agenzia AdnKronos.

La Cassazione, nella motivazione sostiene che in appello sono stati "depotenziati tutti gli elementi fattuali certi della scena del tragico evento come emergenti dagli atti, depotenziando, altresì la portata delle altre circostanze indizianti certe (i graffi sul collo di Albertoni ed il mancato rinvenimento sul cadavere della vittima dei pantaloncini del pigiama) e con un ragionamento di evidente incongruenza logica, hanno assolutizzato le dichiarazioni del testimone oculare della precipitazione di Martina (…) sminuendo altresì il narrato degli altri testimoni de auditu, però essenziali per individuare la diacronicità degli accadimenti, ossia quanto riferito dai turisti danesi che occupavano la stanza a fianco di quella ove si trovavano i giovani imputati. La sentenza impugnata non è capace di resistere, considerata sia l'incompletezza, sia la manifesta illogicità, sia la contraddittorietà della motivazione redatta dal Collegio di appello, risultando tale motivazione priva di una visione sistematica dell'intero quadro istruttorio e non esaustiva e osservante dei principi giurisprudenziali".

Mancanza dei pantaloncini non collegabile con un suicidio

I giudici si soffermano sulla mancanza dei pantaloncini di Martina e sui graffi nel collo di Albertoni, sottolineando come questi elementi possano essere collegati ad altre evidenze probatorie che hanno portato all'annullamento della assoluzione.

"La mancanza dei pantaloncini appare difficilmente collegabile a un gesto suicidario". Per i giudici di piazza Cavour è questo un "elemento gravemente indiziario, soprattutto se letto in correlazione ai graffi sul collo di Albertoni".

"Ciò che conta è che Martina precipitò senza i pantaloncini del pigiama - si legge nella sentenza - e tale elemento oggettivo indiscutibile non può 'sparire' anch'esso dalla valutazione dei giudici di merito, ma deve essere correttamente considerato in collegamento con le altre evidenze probatorie al fine di esaminare in via deduttiva le probabili o possibili ragioni della sua mancanza addosso a Martina al momento della caduta, essendo evidente che i pantaloncini con cui la ragazza giunse nella stanza d'albergo degli imputati furono tolti quando la stessa si trovava all'interno della camera 609".

Le intercettazioni ambientali

E poi la parte relativa alle intercettazioni ambientali.  Secondo la Cassazione "La più evidente carenza di analisi, con conseguente evidente insufficienza motivazionale e mancanza di motivazione rafforzata, va rilevata in riferimento ai contenuti della audio-video intercettazione effettuata il 7 febbraio 2012, la cui analisi è addirittura ritenuta superflua dal Collegio d'appello".

Secondo i supremi giudici "E' stata omessa ogni valutazione delle circostanze fondamentali già poste a base della decisione del giudice di prime cure - sottolineano i supremi giudici - da un lato, dell'esultanza dei due imputati nell'avere avuto contezza - per l'abilità di Albertoni che aveva approfittato di un breve allontanamento dalla stanza della ispettrice che conduceva l'esame per sbirciare sui fogli della cartellina - che sul cadavere della vittima non erano state rinvenute evidenze di aggressione di tipo sessuale, ipotesi ricostruttiva neppure sfiorata in quel momento dalle indagini, e dall'altro della successiva soddisfazione commentata con un 'fottati', significativo della sensazione di averla fatta franca, oltre alla confessione di essere stati 'salati' la sera degli eventi, ossia sotto l'effetto di sostanze stupefacenti".

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