Cronaca

Marmorini, astro nascente: da riserva al 5 decisivo. La dedica alla mamma scomparsa. Capitan Dionigi: "Una grande scoperta"

Il personaggio del giorno, dopo la notte di grazia, è indiscutibilmente lui: Tommaso Marmorini. Unico cinque di un'edizione del Saracino povera di acuti. Chi non ce l'ha fatta per millimetri, chi par calcolo, chi per inesperienza, chi per...

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Il personaggio del giorno, dopo la notte di grazia, è indiscutibilmente lui: Tommaso Marmorini. Unico cinque di un'edizione del Saracino povera di acuti. Chi non ce l'ha fatta per millimetri, chi par calcolo, chi per inesperienza, chi per disperazione. Resta il fatto che solo questo esordiente, classe 1992, ha sfoggiato il "magic touch" dei migliori. Allevato nel quartiere, ha fatto un'esperienza di quattro prove generali con Sant'Andrea, con quattro 4 e un 3 agli spareggi (zero vittorie), prima di essere scelto per la piazza che conta.

La decisione di abbandonare la lizza di Stefano Cherici, ufficializzata a gennaio, aveva messo il quartiere con le spalle al muro. Dopo la vittoria di settembre, i biancoverdi avrebbero inevitabilmente dovuto iniziare un nuovo corso. Chi tra il rodato Francesco "Tallurino" Rossi, il coetaneo Marmorini e il baby Saverio Montini avrebbe preso il suo posto? E se fosse stato scelto uno da fuori?

Dopo mesi di allenamenti, gli indugi sono stati rotti a maggio: il quartiere aveva indicato il "Benzina" per continuare ad infiammare il popolo di via delle Gagliarde. E già nelle serate delle prove che hanno preceduto la 136esima edizione della Giostra del Saracino, si era capito di che pasta fosse fatto Tommaso. Tanti cinque, nessun timore reverenziale. Certo, poi la Giostra sarebbe stata un'altra cosa.

Ma protetto dal quartiere, nella notte delle meraviglie, Tommaso è stato scelto addirittura come primo dei giostratori. Non aprendo Sant'Andrea il Saracino, sarebbe toccato all'esperto Vedovini cercare di scoccare il colpo decisivo in caso di punteggio in bilico.

E la sorpresa, per grandi meriti di Tommaso ma pure per demeriti avversari, è che non c'è stato affatto bisogno del cinque del compagno, né per rimediare, né per finalizzare. A Enrico è bastato appoggiare la lancia su un comodo 4, senza strafare, lasciando, con la saggezza di chi ha 36 Giostre sulle spalle, da parte i rischi e concendendo la meritata ribalta al 25enne sodale.

Alla fine la gioia è stata un'esplosione per i biancoverdi. Per tutti, tranne che per il Benzina. Lui ha iniziato a piangere dopo il suo 5 e non ha smesso fino all'annuncio del trionfo scandito dall'araldo.

"Sicuramente poteva andare peggio - dice travolto dalla felicità Tommaso Marmorini - meglio di così era impossibile. E' stato emozionante, indescrivibile. Ho cominciato a piangere da quando ho colpito il tabellone e ho continuato fino alla fine. Dedico la vittoria a Fabrizio Nofri e a Cinzia Banelli, recentemente scomparsi. E poi alla mia mamma, che non c'è più".

Ad incoronare l'astro nascente di Piazza Grande ci pensa poi il capitano di Porta Sant'Andrea Mauro Dionigi: "Abbiamo scoperto un nuovo giostratore e, una volta in più, abbiamo dimostrato di avere un popolo grandissimo. Siamo primi. Eh, sì, la dedica di questo trionfo è per chi da lassù ci ha guardato".

@MattiaCialini

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