Cronaca

Cannabis, la sentenza della Cassazione e il processo all'amico di Walter. De Benedetto: "Finalmente consapevoli"

Con la sentenza della Cassazione alle spalle la strada sembra meno in salita per l'amico di Walter. Se verrà provato che la coltivazione era per uso personale, il reato potrebbe estinguersi

"Con la sentenza della Cassazione coltivare cannabis in minime quantità per uso personale sta diventando un principio di diritto consolidato". Un principio al quale potranno fare riferimento anche i legali di Marco, 42enne amico di Walter De Benedetto, a processo per il clamoroso caso del sequestro di marijuana coltivata per uso terapeutico.

Il procedimento è già stato avviato: i legali di Marco, Osvaldo Fratini e Cristiano Cazzavacca, ha chiesto la messa alla prova per il suo assistito. Intanto il prossimo 7 febbraio ci sarà una nuova udienza nella quale sarà il perito, nominato dal tribunale, a dover chiarire due aspetti salienti dell'intera vicenda: ovvero qual era il principio attivo delle piante sequestrate e quanta sostanza avrebbero prodotto una volta arrivate a maturazione. Con la sentenza della Cassazione alle spalle, però, la strada sembra meno in salita per l'amico di Walter. Se verrà provato che la coltivazione era per uso personale, il reato potrebbe estinguersi, e quindi per l'amico decadrebbe l'accusa di concorso. Starà dunque alla difesa riuscire a dimostrare che la quantità di sostanza prodotta era per stretto uso terapeutico. 

Il commento di Walter

"Finalmente anche l'Italia ha iniziato ad essere consapevole" ha dichiarato lo stesso Walter ai microfoni del TgR di Rai 3. La voce flebile, racconta come il dolore non aspetti e come ci sia bisogno di provvedimenti per casi come i suoi. Walter, malato di artrite reumatoide, è divenuto un simbolo della lotta per la cannabis terapeutica e ha accolto in modo molto positivo la notizia della decisione della Cassazione. 

La vicenda

Il sequestro delle piante (11 in tutto) risale ad inizio ottobre. E' stato allora che i Carabinieri di Arezzo, in seguito ad una segnalazione, hanno fatto un blitz in una serra di Ripa di Olmo. All'interno trovarono il 42enne impegnato ad innaffiare e prendersi cura di piante di marijuana - alcune interrate ed altre ancora in vaso - in avanzata fase vegetativa. Complessivamente i militari sequestrarono venti chili  tra piante verdi e delle infiorescenze in essiccazione era di oltre 20 chili. 

"Innaffiavo le piante per un amico malato: usa la marijuana come terapia"

Di fronte al giudice il 42enne spiegò che stava innaffiando le piante per l'amico che utilizzava la cannabis a scopo terapeutico e fu rimesso in libertà. Adesso sta affrontando il processo. Su di lui pende un'accusa di spaccio. 

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