Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Maria e Giovanni, sfratto rinviato di due mesi. Attesa per la sentenza sul sequestro giudiziario

Lo sfratto è slittato di un paio di mesi. Ma il futuro all'orizzonte di Maria e Giovanni, coppia di sposi quarantenni che vive a Cavriglia, resta ancora molto incerto. La loro storia l'avevamo raccontata alcune settimane fa. Sposati dal 2002 e...

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Lo sfratto è slittato di un paio di mesi. Ma il futuro all'orizzonte di Maria e Giovanni, coppia di sposi quarantenni che vive a Cavriglia, resta ancora molto incerto. La loro storia l'avevamo raccontata alcune settimane fa. Sposati dal 2002 e residenti nel comune di Cavriglia da 15 anni, rischiano oggi di vedersi portare via la casa da loro acquistata con un mutuo -"per il quale abbiamo pagato interessi da capogiro" sostengono - ma che non sono stati più in grado di pagare in seguito alla perdita del lavoro del marito.

L'altro ieri l'ultima visita dell'ufficiale giudiziario presso l'abitazione. Le probabilità che la coppia dovesse lasciare l'abitazione era alta: era infatti prevista la liberazione dell'immobile che, stando a quanto sostenuto dall'istituto di credito, sarebbe stato venduto.

Nel frattempo però presso il tribunale di Arezzo sta andando avanti un procedimento con il quale è stato chiesto il sequestro giudiziario dell'immobile stesso: la coppia sostiene infatti che siano stati applicati loro interessi da capogiro. "Nei prossimi giorni dovrebbe essere emessa la sentenza - spiega Francesco Lucacci, presidente provinciale di FdI che ha preso a cuore la vicenda insieme all'associazione Vittime del Salvabanche - con la quale potrebbe essere disposto il sequestro, e quindi Maria e Giovanni potrebbero avere più tempo. La verità processuale sarà stabilita in aula, e solo allora si potrà capire cosa accadrà". Intanto la prossima scadenza è quella dell'8 maggio, quando l'ufficiale giudiziario si ripresenterà alla loro porta.

La vicenda prese le mosse nel 2014. In quell'anno Giovanni Grisorio, 43enne manovale affetto da una tetraparesi spastica si ritrova senza lavoro. Prova ad aprire un'impresa sua, ma il complicato momento del mercato immobiliare non lo aiuta. Maria Rizzo, la moglie 41enne, è malata e invalida al 100 per cento. Cercano di pagare il mutuo, stilato nel 2003 con la Cassa di Risparmio di Firenze per un totale di 150mila euro. Quando non riescono a far fronte all'incalzare delle rate, sono aiutati dalle famiglie (che hanno anche firmato delle fideiussioni), poi non ce la fanno più. Il mutuo non viene più pagato. E inizia la battaglia giudiziaria per non perdere la casa che hanno in parte già pagato.

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