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Venerdì, 19 Agosto 2022
Profughi / Pieve Santo Stefano

Dall'Ucraina a Pieve Santo Stefano, così tre mamme e tre bimbi hanno trovato rifugio. Il sindaco: "In arrivo altre 8 persone"

In fuga dalla guerra, le giovani donne sono riuscite a scappare e arrivare in Polonia, poi da Varsavia all'Aretino grazie a un volontario pievano. Incontri in Prefettura sulle modalità di accoglienza

Sono arrivate domenica scorsa, dopo un viaggio di centinaia e centinaia di chilometri. Alle loro spalle hanno lasciato la paura, le bombe e il dramma della guerra. E nel loro futuro c'è la possibilità di tornare ad una vita normale: quell'esistenza interrotta dall'invasione delle proprie terre da parte delle truppe russe. Tre giovani mamme con tre bambini hanno trovato rifugio a Pieve Santo Stefano. Sono state accolte da parenti e conoscenti. 

"Proprio un pievano - racconta il sindaco Claudio Marcelli - è andato a Varsavia a prenderle. E' il marito di una donna ucraina, parente delle tre mamme". 

Le donne, di età compresa tra i 30 e i 40 anni, con i loro figli, sono partite da Uman, cittadina di centomila persone che si trova a circa 200 chilometri da Kiev. Sono scappate quando le notizie dell'arrivo dei soldati di Putin hanno iniziato a farsi insistenti. Sono riuscite a raggiungere il confine e ad approdare in Polonia. Da lì hanno preso un treno per Varsavia. 

"Ad accoglierle nella città polacca hanno trovato il nostro concittadino - spiega Marcelli - che le ha portate a Pieve. Adesso alcune di loro sono ospitate da conoscenti altre sono in un bed & breakfast. Io nel frattempo ho comunicato i loro dati alla Prefettura: in questo modo potranno iniziare sia un percorso sanitario, che prevede la vaccinazione, sia un percorso scolastico per i bambini. Ho già contattato i dirigenti degli istituti del territorio e tutti sono pronti ad accoglierli". 

Il caso di Pieve Santo Stefano è particolare. Ai primi sei arrivi, infatti, ne seguiranno altri nei prossimi giorni. "Attendiamo otto persone in tutto, mamme con bambini, che raggiungeranno l'Italia in pullman. Anche in questo caso tutto è stato organizzato da una signora ucraina spostata con un pievano. Il marito adesso sta cercando un'abitazione da affittare per ospitarle. Mentre ulteriori 12 persone, conoscenti di un'altra signora ucraina residente a Pieve, mi hanno chiesto informazioni per poterci raggiungere. Noi ci stiamo organizzando per accogliere nel migliore dei modi, tenendo presente però che una situazione del genere non ci era mai capitata. Non siamo di fronte a migranti economici di età adulta, ma di fronte a madri con figli piccoli che scappano da una guerra ed hanno esigenze specifiche". 

La Prefettura e gli incontri con i sindaci sulle modalità di accoglienza

Proprio nelle ultime ore, per individuare percorsi condivisi sulle modalità di gestione dell’accoglienza di chi sta scappando dalla guerra in Ucraina, si sono svolti alcuni incontri in Prefettura. L'obiettivo è proprio quello di trovare "soluzioni alloggiative idonee ed attivati percorsi sanitari e di accesso a prestazioni e servizi pubblici".

"A tale riguardo - ha precisato il prefetto Maddalena De Luca - è necessario che i nominativi dei cittadini ucraini  presenti ed  in arrivo sul territorio provinciale ed ospitati presso amici o parenti, siano comunicati alla Prefettura, alla Forza di Polizia territorialmente competente, ai sindaci dei comuni in cui si trovano, all’Azienda Usl Toscana Sud Est ed all’Ufficio Scolastico Provinciale nel caso di presenza di minori in età scolare".

La Prefettura ha già riscontrato la grande disponibilità e solidarietà di istituzioni, associazioni e cittadini del territorio aretino

"Oggi più che mai - conclude De Luca - è necessario fare rete affinché il sistema di accoglienza, che in questo momento di grave crisi internazionale si sta sviluppando su tre direttrici - accoglienza migranti in generale, accoglienza profughi afghani, accoglienza profughi ucraini -  sia  in grado di offrire soluzioni immediate ed adeguate”.

"La Provincia è pronta al fianco di donne e bambini"

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