Giovedì, 29 Luglio 2021
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Maltrattamenti nella Rsa, sette operatori socio sanitari indagati. Incastrati dalle telecamere

Quasi quattro mesi di indagini. Sopralluoghi in borghese, telecamere nascoste piazzate in angoli impensati, l'intervento dei Nas. Così i Carabinieri della Compagnia di Bibbiena guidati dal comandante Gabriele Fabbian e i militari della stazione di...

Quasi quattro mesi di indagini. Sopralluoghi in borghese, telecamere nascoste piazzate in angoli impensati, l'intervento dei Nas. Così i Carabinieri della Compagnia di Bibbiena guidati dal comandante Gabriele Fabbian e i militari della stazione di Strada in Casentino hanno portato alla luce l'inferno vissuto dagli anziani della Rsa di Strada in Casentino. Una situazione divenuta insopportabile per chi frequentava quotidianamente quella residenza, per lavoro o per altri motivi. E proprio da chi aveva capito il drammaticità degli eventi è arrivata la segnalazione raccolta, grazie al rapporto di grande fiducia instaurato con i residenti e i lavoratori della zona della zona, dal comandante della stazione di Strada.

"Schiaffi, insulti, botte, maltrattamenti di ogni genere", questo le telecamere hanno registrato. Le immagini diffuse dai militari dell'Arma sono tremende: mostrano gli anziani fermi sui loro lettini e alcune Oss che con modi a dir poco rudi, invece di prendersi cura di loro, li maltrattano e li umiliano. A ottobre, come detto, i carabinieri hanno iniziato con estrema discrezione le indagini, che sono andate avanti fino a gennaio. In questi quattro mesi la struttura ha ospitato dai 15 ai 19 ospiti. Hanno raccolto prove e testimonianze pesanti, hanno fatto intervenire i Nas (in un caso furono avvertiti anche per una fuga di monossido), hanno svolto sopralluoghi in borghese. Una volta che il materiale è giunto in Procura il pm Marco Dioni, coordinatore delle indagini, ha deciso di piazzare anche le telecamere. E proprio quei video strazianti mostrano 7 operatori, 6 donne e un uomo tutti italiani residenti in Casentino e molto conosciuti nella zona, vessare gli anziani. Il gip del Tribunale di Arezzo ha emesso ieri "un’ordinanza applicativa della misura interdittiva del divieto dell’esercizio della professione sanitaria nei confronti dei dipendenti". Una misura più leggera rispetto a quella richiesta dal pm Dioni che propendeva per gli arresti domiciliari. Gli operatori socio sanitari sono indagati, nei loro confronti pendono accuse pesanti: percosse, umiliazioni, ingiurie e minacce inferte ad anziani non più autosufficienti. La Rsa è aperta e continua a svolgere i suoi servizi: gli infermieri professionali che vi lavorano, in tutto il periodo delle indagini hanno dimostrato un comportamento esemplare, e stanno continuando a svolgere le loro mansioni prendendosi cura, con i modi consoni, agli anziani degenti.
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