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Malati e sfrattati scrivono a Mattarella e Gentiloni: "Aiutateci a rimanere nella nostra casa"

Hanno scelto di prendere carta e penna e di scrivere una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e al presidente del Consiglio del Ministri Paolo Gentiloni. Sono Maria Rizzo e Giovanni Grisorio, i due...

Hanno scelto di prendere carta e penna e di scrivere una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e al presidente del Consiglio del Ministri Paolo Gentiloni.

Sono Maria Rizzo e Giovanni Grisorio, i due coniugi che nei giorni scorsi hanno protestato di fronte al tribunale contro lo sfratto dal loro appartamento. Presso il tribunale di Arezzo infatti si sta svolgendo un procedimento giudiziario con il quale loro chiedono l'annullamento del provvedimento conseguente al mancato pagamento delle rate del mutuo bancario. A detta dei due coniugi, e confermato da una perizia di parte, la banca avrebbe applicato degli interessi da capogiro sulle rate del prestito richiesto per l'acquisto dell'abitazione.

Una vicenda molto delicata che non ha tardato di smuovere gli animi dell'opinione pubblica e del mondo politico aretino anche perché entrambi i coniugi hanno importanti problemi di salute.

L'ultimo step è quello compiuto oggi quando Maria e Giovanni hanno deciso di raccontare la propria storia anche alle autorità.

Tra i destinatari indicati nella missiva ci sono anche la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi, il ministro Andrea Orlando, la presidente del tribunale di Arezzo Clelia Galantino, il prefetto di Arezzo Clara Vaccaro, il procuratore Roberto Rossi e i presidenti dell'Ordine degli avvocati di Arezzo e Firenze.

Una lettera fiume di oltre sette pagine dove marito e moglie non mancano di riportare dettagli sulla propria condizione e per chiedere che venga annullata la sentenza attraverso la quale viene disposto lo sfratto dei due aretini dalla propria abitazione.

Di seguito un estratto dalla lettera che porta la firma di Maria e Giovanni.

"Nei giorni abbiamo manifestato davanti al tribunale di Arezzo in quanto siamo vittime di usura - scrivono Maria e Giovanni - Lo abbiamo fatto per sensibilizzare l'opinione pubblica e richiedere interventi legali. Da quanto abbiamo avviato le procedure legali contro l'istituto di credito stiamo subendo stalking, minacce varie ed tentativi di estorsione. La banca ha chiesto il pignoramento della nostra abitazione, noi abbiamo fatto opposizione ma è stato predisposto lo sfratto. Mia moglie è invalida al 100% perché da circa un anno esegue chemioterapia salvavita ed io soffro di una malattia rara che colpisce gli arti inferiore e che mi costringe sulla sedia rotelle. Una situazione molto grave e per la quale abbiamo fatto diverse opposizioni riferendoci anche a ciò che dice la corte europea dei diritti dell'uomo. Ci siamo rivolti alla procura di Genova (dove a breve ci sarà un'udienza), fin tanto da arrivare a chiedere l'intervento dello stesso Presidente della Repubblica. Nell'ultimo verbale redatto dall'ufficiale giudiziario però è stato disposto lo sfratto. Noi non siamo d'accordo e per tanto dato che siamo noi le vittime chiediamo un ulteriore intervento con decreto d'urgenza affinché possa essere annullato tutto perché ci sono indagini in corso sia attraverso la procura di Arezzo che altre procure. Quello che chiediamo come risarcimento danni è la tranquillità e rimanere in casa nostra. Chiediamo giustizia al più presto e il congelamento cautelativo di tutte le procedure fino al termine delle indagini. Vogliamo essere ascoltati. Chiediamo aiuto e solidarietà".

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