Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Mafia in Toscana: "Nell'Aretino corruzione e immobili confiscati". Lo studio

La mafia c'è, anche se si nasconde bene. Questo in estrema sintesi il risultato del rapporto della Scuola Normale di Pisa concordato con la Regione Toscana la cui prima parte è stata approvata nei giorni scorsi dalla giunta regionale. Certo non è...

La mafia c'è, anche se si nasconde bene. Questo in estrema sintesi il risultato del rapporto della Scuola Normale di Pisa concordato con la Regione Toscana la cui prima parte è stata approvata nei giorni scorsi dalla giunta regionale. Certo non è un fenomeno radicato come in altre realtà italiane, ma sta tentando di insinuarsi nelle pieghe del tessuto economico e sociale della regione. Anche in quello Aretino, dove emergono inquietanti dati relativi alla confisca dei beni e agli episodi di corruzione.

Il rapporto, curato la professoressa Donatella Della Porta, con la collaborazione di Andrea Pirro, Salvatore Sberna e Alberto Vannucci, ha coinvolto le principali istituzioni impegnate in Toscana nell'attività di prevenzione e contrasto fenomeni criminali esaminati.

Beni confiscati

Gli aspetti che interessano più da vicino Arezzo sono la confisca dei beni e i casi di corruzione.

La ricerca mostra anche una mappatura dei beni sotto sequestro o confiscati ad associazioni criminali. "Sono 392, quarantaquattro legate ad aziende e il resto particelle di immobili - spiega in una nota la Regione Toscana - . Sono ospitati in 49 comuni, il 17 per cento di tutti quelli che ci sono in Toscana". La provincia con più immobili confiscati è Arezzo (il 20 per cento del totale degli immobili), seguita da Livorno, Lucca (con il più alto numero di unità a destinazione commerciale e industriale) e Pistoia.

Le aziende, invece, si concentrano a Prato e provincia (38%), Lucca (26%), Livorno (12%) e Firenze (9%). Corruzione

"La vulnerabilità di certi territori e mercati - si legge nella nota della Regione - , come quello degli appalti pubblici, interessa anche le istituzioni". Incrociando i dati dei tribunali con quelli delle notizie apparse sui media la ricerca ha dedicato ricostruito vari casi. Nell'insieme emerge come gli enti locali, emerge chiaramente, sono il livello che resta più vulnerabile.

I reati contro la Pubblica amministrazione, e in particolare dei reati di corruzione, sono in crescita. Ad Arezzo sono addirittura triplicati (da 36 a 113). In aumento anche a Firenze, Lucca e Prato mentre restano stabili a Livorno, Pisa e Siena. Almeno 21 processi per corruzione, sei per concussione e 39 per peculato sono stati avviati nei tribunali toscani tra il 2014 e 2015. Spiccano, dopo la provincia aretina, i ben 13 processi per corruzione avviati a Firenze, i 12 per peculato a Grosseto, i 13 sempre per peculato a Pistoia. Libera Valdarno

L'associazione Libera (sezione Valdarno) ha commentato i dati che rispecchiano quanto da tempo sta denunciando.

Ormai appare chiaro come il fenomeno mafioso, che pure non ha radici consolidate nel nostro territorio, tenti comunque, in varie forme e modalità, di fare "affari" anche da noi. E sempre più sofisticate sono le modalità di fare "affari" che questi signori hanno imparato ad usare.

Dunque occorrono forme di controllo ferree e rigorose, un'azione anche di prevenzione che scoraggi chi cerca di "contaminare" il nostro mondo economico e le nostre comunità e che veda nascere, così come è stato per il contrasto al gioco d'azzardo, un cammino comune tra istituzioni e mondo associativo per crescere in consapevolezza e in azioni di conoscenza e di prevenzione.

Invitiamo per esempio le amministrazioni locali del Valdarno ad aderire per esempio alla Carta di Avviso Pubblico, un vero e proprio codice etico di comportamento della buona politica, rivisitato recentemente, come aiuto per non cadere in possibili difficoltà che poi andrebbero a discapito di enti ed istituzioni pubbliche.

Lanciamo ai Sindaci, alle Giunte, ai presidenti del Consigli Comunali, ai vari Gruppi Consiliari, ma anche all'associazionismo di categoria e al mondo imprenditoriale una proposta: perché non dedicare in autunno una giornata allo studio proprio della carta di Avviso Pubblico con un convegno aperto a tutti coloro che sono interessati al problema, invitando il Prof. Vannucci dell'Università di Pisa, i rappresentanti di Avviso Pubblico, i magistrati e le forze dell'ordine per un confronto su questi temi, per mandare un messaggio chiaro alle mafie che in questo territorio si agisce unitariamente contro la criminalità organizzata.

Noi siamo pronti ad organizzarla ed a fare la nostra parte.

A noi è chiesto di conoscere quanto sta accadendo, di capire e spingere l'opinione pubblica a crescere in consapevolezza e anche a reagire.

Intanto come azione di prevenzione per le future generazioni stiamo lavorando in tutto il Valdarno Aretino e Fiorentino in collaborazione con la Regione, i Comuni gli istituti Comprensivi, i Serd e in collaborazione con l'Associazione Nazionale Dilettantistica Scacchi che opera nell'area di Livorno (dove questo progetto è già attivo da due anni), alla organizzazione di un progetto dedicato alle classi della prima media dal titolo "Gioco scaccia gioco" per favorire la diffusione del gioco degli scacchi come contrasto alla diffusione del gioco d'azzardo, grazie a un finanziamento ottenuto dalla Regione dal Ministero della salute. Ne parleremo in modo più approfondito nelle prossime settimane.
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