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Cronaca

Settore rifiuti esposto alla criminalità, la Dia: "Soggetti legati alla ‘ndrangheta in provincia di Arezzo"

Il focus semestrale della Direzione investigativa antimafia sul territorio. Nella relazione menzionate due operazioni riguardanti l'Aretino

"Un settore di possibile esposizione alla infiltrazione criminale è quello dei rifiuti, emerso grazie all'operazione Keu diretta dalla Dda di Firenze che ha evidenziato il ruolo attivo di soggetti legati alla ‘ndrangheta nelle province di Arezzo, con particolare riferimento alla zona del Valdarno, e Pisa, con riferimento al territorio compreso tra Pontedera e Santa Croce sull’Arno". E' uno dei passaggi più significativi per l'Aretino dell'ultima relazione semestrale della Dia (gennaio-giugno 2022), la Direzione investigativa antimafia: lunga 400 pagine, si concentra sulla diffusione del crimine organizzato sul territorio italiano, dando conto delle ramificazioni delle maggiori consorterie come ‘ndrangheta, mafia, camorra, sacra corona unita e criminalità organizzata lucana. Ma anche di come stia evolvendo, nelle varie regioni italiane, la presenza di altre organizzazioni delittuose, sia italiane che straniere.

La criminalità in Toscana

"La Toscana si conferma, anche nel periodo di riferimento, un territorio d’interesse delle consorterie criminali, con particolare riferimento al settore turistico-alberghiero, alla gestione dei rifiuti, alla ristorazione e agli appalti pubblici", si legge nella relazione Dia. Non solo, "permane la presenza e l’operatività di soggetti contigui alle organizzazioni criminali mafiose ma anche di consorterie criminali straniere dedite al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, allo sfruttamento della prostituzione e della manodopera clandestina". Un quadro così ulteriormente delineato: "Le attività criminali si concentrano nell’estorsione e nell’usura, nel traffico e spaccio di sostanze stupefacenti tra la Regione d’origine e la Toscana stessa, nella gestione, traffico e smaltimento illecito di rifiuti, nel riciclaggio di danaro e reimpiego in attività immobiliari o imprenditoriali, con particolare riferimento al settore turistico-alberghiero e, infine, nella penetrazione nell’economia legale tramite l’alienazione e/o costituzione di attività imprenditoriali edili con l’obiettivo di acquisire appalti pubblici".

Le operazioni antimafia nell'Aretino

Sono due le operazioni antimafia che hanno riguardato l'Aretino nel periodo temporale preso in considerazione. La prima è un maxi sequestro di beni. "Il 18 gennaio 2022 nelle province di Firenze, Arezzo, Pisa e Crotone - si legge - la Dia di Firenze, unitamente ai Carabinieri Forestali e al Noe del capoluogo toscano, ha eseguito una misura di prevenzione patrimoniale con il sequestro di beni per oltre 5 milioni di euro, nei confronti di un imprenditore calabrese operante in Toscana nel settore dei rifiuti, già arrestato ad aprile 2021 nell’ambito delle operazioni Keu e Calatruria”. L'altra invece riguarda "l’ingente sequestro di 476 kg di cocaina, avvenuto il 9 novembre 2021 sul tratto autostradale dell’A1, all’altezza del casello di Arezzo, dalla Guardia di finanza e dalla Polizia Stradale. L’attività aveva permesso l’arresto di un cittadino albanese incensurato residente nella provincia di Firenze poiché trovato in possesso di 400 panetti di cocaina occultati in un furgone. Tale operazione si è poi rivelata parte di una più ampia e articolata indagine contro il narcotraffico, condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dalla Dda di Trieste in sinergia con l’autorità giudiziaria colombiana136, che ha portato l’8 giugno 2022 all’emissione di una Ordinanza di custodia cautelare".

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