Cronaca

Lupo morto positivo alla Trichinella: le raccomandazioni della Regione per evitare la trasmissione all'uomo

Si tratta di un parassita che si trasmette per via alimentare: la malattia può avere anche conseguenze gravi. Potrebbero essere contagiati alcuni cinghiali della zona: le carni non sottoposte a controlli veterinari devono essere completamente cotte prima di essere consumate

Sulla carcassa di un lupo, morto per incidente stradale in provincia di Arezzo, è stata rinvenuta una positività per Trichinella, a seguito di una analisi da parte della locale sezione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana. A darne notizia è la Regione Toscana.

Cosa è la Trichinella

La Trichinella è un parassita (un verme) che può essere trasmesso alle persone attraverso l’alimentazione con carni infestate. La malattia nelle persone può essere anche grave. La positività nel lupo, animale carnivoro che può alimentarsi con carcasse di animali selvatici di varie specie, non esclude quindi il sospetto che possano esserci sul territorio soggetti di altre specie (selvatiche o domestiche) positive a questo parassita. Alcune di queste specie (suini e cinghiali) possono giocare un ruolo epidemiologico nella trasmissione all’uomo attraverso le proprie carni.

Cosa è la Trichinellosi

Il parassita - spiega l'Istituto Superiore di sanità - inizialmente si localizza a livello intestinale per poi dare origine a una nuova generazione di larve che migrano nei muscoli, dove poi si incistano. Il parassita è in grado di infettare i mammiferi, gli uccelli e i rettili, soprattutto quelli carnivori e onnivori (maiale, volpe, cinghiale, cane, gatto, uomo). La trasmissione all'uomo avviene esclusivamente per via alimentare, attraverso il consumo di carne cruda o poco cotta contenente le larve del parassita. In Italia, il veicolo di trasmissione è la carne suina (maiale o cinghiale) o equina. La trichinosi non si trasmette da persona a persona. Il periodo di incubazione è generalmente di circa 8-15 giorni, ma può variare da 5 a 45 giorni a seconda del numero di parassiti ingeriti. Nell'uomo il quadro clinico varia dalle infezioni asintomatiche a casi particolarmente gravi, con alcuni decessi. La sintomatologia classica è caratterizzata da diarrea (che è presente in circa il 40% degli individui infetti), dolori muscolari, debolezza, sudorazione, edemi alle palpebre superiori, fotofobia e febbre.

Le raccomandazioni della Regione Toscana

La Regione rinnova quindi una fondamentale raccomandazione. "E' necessario rinnovare le indicazioni, date già in passato ai cacciatori e agli allevatori di suini per autoconsumo, ribadendo anche a tutti i consumatori che è necessario sottoporre a completa cottura, fino al cuore del prodotto, le carni dei cinghiali abbattuti a caccia per autoconsumo, che non hanno avuto controlli veterinari. Nel caso non si conosca la provenienza di carni di suini o cinghiali è sempre necessaria la cottura al cuore del prodotto".

Opera di sensibilizzazione

Il settore regionale della Prevenzione Collettiva, di comune accordo con l'Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e Toscana, l’Area funzionale di sanità pubblica veterinaria dell’Asl Sud Est e il settore regionale Faunistico Venatorio, ha deciso di innalzare ulteriormente il livello di sorveglianza, già attivo sulle specie selvatiche sensibili (lupo, cinghiale, volpe , tasso eccetera). Nei prossimi giorni, nel comprensorio, dove è stato trovato il lupo risultato positivo, sono già stati messi in calendario incontri tra le Autorità sanitarie, i responsabili delle squadre dei cacciatori e gli Ambiti territoriali di caccia (Atc), per sensibilizzare ulteriormente tutto il settore venatorio su questa tematica. La campagna di informazione e prevenzione verrà comunque rafforzata su tutto il territorio regionale.

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