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Luca Amendola, presidente di Arezzo Multiservizi

Luca Amendola, presidente di Arezzo Multiservizi

"Io, estraneo alla vicenda: mi dimetto come atto di responsabilità. Andrò a parlare coi magistrati"

Luca Amendola, presidente di Arezzo Multiservizi, sull'inchiesta che lo coinvolge. L'avvocato Manneschi: "Il mio assistito non è stato intercettato. Massima fiducia nell'operato della magistratura"

"Rimetto il mio mandato di presidente di Arezzo Multiservizi. Sono sereno perché estraneo alla vicenda. E andrò in procura ad Arezzo per rilasciare dichiarazioni spontanee che possano sgomberare il campo da ogni dubbio". Luca Amendola, uno degli indagati della nuova inchiesta della procura di Arezzo nata a seguito di approfondimenti sul caso Coingas, commenta attravero il suo legale, Marco Manneschi, la vicenda.

"La partecipata che gestisce i servizi cimiteriali in provincia - aggiunge l'avvocato - è del tutto estranea all'inchiesta. Ci sono aspetti da approfondire, ma il mio assistito è tranquillo, non è stato intercettato, e vuole andare dai magistrati per chiarire. In ogni caso, stiamo preparando una lettera di dimissioni da presentare al sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli. Amendola rimette il mandato da presidente di Multiservizi nelle mani di chi l'ha nominato come atto di responsabilità".

Ipotesi corruzione: tre indagati

Amendola è uno dei tre indagati per l'inchiesta di corruzione, oltre a lui sono coinvolti il consigliere comunale di maggioranza Roberto Bardelli e poi Lorenzo Roggi, presidente della partecipata dell'edilizia popolare Arezzo Casa. Tutti e tre, nella giornata di ieri, sono stati perquisiti.

Secondo gli inquirenti, la nomina di Amendola a presidente di Multiservizi sarebbe avvenuta con il sostegno di una parte politica, grazie alla mediazione di Bardelli e Roggi, a seguito di un favore di natura economica. Favore che però poi non si sarebbe concretizzato, come si evincerebbe da una lamentela di Bardelli (con il sindaco Ghinelli) catturata in un'intercettazione. Il materiale dell'inchiesta sarebbe emerso da un pc sequestrato a Sergio Staderini, ex presidente della partecipata Coingas, sotto indagine nell'ambito del filone principale dell'inchiesta.

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