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Cronaca

"Long Covid, dopo la terapia intensiva un calvario per tornare a vivere". La storia di un giovane padre

Adil ha 43 anni, è stato ricoverato per due mesi all'ospedale San Donato per il Covid. Poi un trasferimento a Montevarchi, per fare fisioterapia: "Non muovevo più braccia e gambe, il Coronavirus mi aveva devastato"

Quando ha scoperto di essere positivo al Covid aveva solo un po' di febbre, eppure nel giro di 12 ore le sue condizioni sono precipitate. "La mia fortuna è stata quella di essere sano, di non aver avuto patologie pregresse, altrimenti questa malattia non l'avrei superata". Adil Belcai ha 43 anni. Da dieci anni vive in Italia con la moglie, lavora come operaio agricolo e ha due splendidi bambini. Nonostante la sua giovane età, ha rischiato di morire per il Covid e oggi sta vincendo la sua lotta contro il long covid, la sindrome che il virus lascia dietro di sé. Una testimonianza forte, che mostra senza veli come il Coronavirus possa essere devastante: non solo durante la fase della positività, ma anche in seguito.

"Se ricordo il giorno in cui mi sono sentito male? Certo, era il 12 maggio. Il giorno prima un mio collega era risultato positivo al Covid, così ho fatto un tampone rapido ed era negativo. Ma poi è arrivata un po' di febbre, mi è stato prescritto il test molecolare. Il risultato è arrivato durante il giorno: la sera ho avuto un malore, in casa. Erano le 23: mia moglie ha chiamato i soccorsi e sono stato portato in ospedale".  Da allora, per due mesi marito e moglie non si sono più rivisti. 

Adil ricorda la fame d'aria e l'ossigeno che non bastava mai. Il giovane padre da allora è rimasto in ospedale, lontano da San Giustino Valdarno, dove vive. Dal San Donato è uscito solo il 17 luglio, per raggiungere un reparto di fisioterapia a Montevarchi. 
"In ospedale prima mi è stato messo un casco leggero, poi uno più "pesante". Ma non era sufficiente, avevo sempre bisogno di ossigeno. Il giorno successivo sono stato sedato e intubato: per 35 giorni la mia casa è stata quella stanza della terapia intensiva". Il 43enne è stato prima intubato per 23 giorni, poi gli è stata praticata una tracheotomia per aiutarlo a respirare, ed è rimasto in quelle condizioni per altri 12 giorni. 

Adil Belcai-2 "Fortuna che prima della malattia ero sano come un pesce, altrimenti non ce l'avrei fatta. I miei organi erano forti, hanno resistito". 

Ma il calvario non era ancora finito. "In realtà dopo circa 20 giorni i miei tamponi erano negativi, ma la malattia aveva intaccato il mio fisico. Quando mi hanno risvegliato non sentivo più nulla: non sentivo le braccia, le gambe, i piedi e le mani. Nulla. Ho dovuto fare tanta fisioterapia per tornare a camminare e muovermi come prima. Adesso ho recuperato, sto tornando alla mia vita".

Medici (che ringrazia con tutto il cuore), medicine, fisioterapia e l'amore dei suoi familiari lo hanno sostenuto in questa lunga lotta. "Un piede ancora sembra intorpidito: colpa di una trombosi dovuta al Covid. Ma con i dottori stiamo affrontando anche questo problema".

Una vita interrotta per mesi, che oggi cerca di ripartire da dove si era fermata. "Non ho potuto lavorare per tutto il tempo della malattia, ma ho parlato con il mio datore di lavoro. Ha capito e mi ha detto: 'Pensa a curarti, noi ti aspettiamo' e questo mi ha rincuorato. Adesso spero che raccontando la mia storia si capisca quanto sia pericoloso il Coronavirus. Purtroppo c'è chi crede che sia un'invenzione. Mi capita ancora oggi di andare al bar, parlare con qualche conoscente e raccontare. Ma non vengo creduto". E poi i ricordi tornano ai giorni della terapia intensiva, al risveglio, alla scoperta che il compagno di stanza - "il suo nome sarà sempre nella mia memoria", dice - non ce l'aveva fatta. 

Oggi per evitare queste situazioni c'è un'arma in più: il vaccino. Ma quando si è ammalato, Adil non aveva ancora potuto usufruirne. "A inizio maggio le vaccinazioni non erano ancora aperte per quelli della mia età. Sarebbe bastato un mese, ma il Covid ha fatto prima. Adesso dico, a chi ancora non è convinto, di vaccinarsi". 

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