Lite in ufficio e offese sui social, il sindaco: "Insulti a una dipendente, il Comune si tutelerà"

Una querelle cittadina è scoppiata nelle ultime 24 ore tra social e stanze comunali. Il sindaco di Cortona Meoni difende la responsabile dell'ufficio ambiente da quanto scritto da una cittadina che ha lamentato su un gruppo Facebook di esser stata trattata in modo maleducato

Un post su un gruppo Facebook nel quale una cittadina si lamenta dell'atteggiamento di una dipendente del Comune di Cortona e la risposta del sindaco in difesa della dipendente. Sono questi gli elementi di una querelle cittadina che si è dipanata nelle ultime 24 ore tra social e stanze comunali. 

La vicenda, come detto, è avvenuta a Cortona. La lite presso l'ufficio comunale si sarebbe consumata ieri quando una cittadina si è recata all'ufficio ambiente per chiedere informazioni sulle pratiche per la sterilizzazione delle colonie feline. Tra l'impiegata e la cittadina però si sarebbe scatenato un diverbio, poi raccontato dall'utente sul gruppo Facebook Sei di Cortona se...

"Ѐ vero che Instagram, Twitter, e soprattutto Facebook, rappresentano la nuova frontiera della comunicazione - ha commentato il sindaco Luciano Meoni - ma rispondere in maniera inadeguata e offensiva, o attaccare pubblicamente, e senza motivo, una dipendente dell’amministrazione comunale, attraverso una pagina condivisa da un numero notevole di utenti, va contro le regole del dialogo e di una normale convivenza civile". 

Una presa di posizione forte, quella del primo cittadino cortonese, in favore della responsabile dell’ufficio ambiente.

Il post comparso sul gruppo ieri, poco alle 13,30 circa, fa riferimento a un colloquio avvenuto nella sede dell’ufficio ambiente del comune, e alla presunta reazione della stessa funzionaria alla richiesta di fornire informazioni più dettagliate. Secondo la cittadina che ha scritto il post, la responsabile dell’ufficio avrebbe risposto in modo maleducato alle domande che le erano state rivolte e, di fronte alla richiesta di nuovi chiarimenti e alle sue rimostranze, le avrebbe urlato di abbandonare i locali.

La donna ha quindi raccontato l'episodio sul gruppo Facebook: uno sfogo che ricevuto quasi 100 like e 21 condivisioni. Mentre i commenti, ad un certo punto della discussione, sono stati chiusi. 

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Secondo l'amministrazione comunale questa versione dei fatti non corrisponderebbe alla verità.

"Ho l’opportunità di guidare una macchina amministrativa della quale fanno parte dipendenti con elevate capacità e spirito di servizio, ognuno nel proprio settore di competenza, - prosegue Meoni - e non posso accettare che siano vilipesi e attaccati senza motivo. I dipendenti, e non è un’espressione abusata, rappresentano la risorsa di quest’amministrazione e abbiamo il dovere di salvaguardare la loro professionalità. Il post su Facebook – afferma Meoni - non corrisponde alla verità e il comune agirà, dunque, in tutte le sedi opportuni per tutelare la propria immagine". 

La legge sulle colonie feline: i chiarimenti del Comune

La legge italiana tutela le colonie feline, da intendere come un insieme di due o più gatti che vivono, più o meno stabilmente, in una zona pubblica. Rispettare i gatti, compresi quelli che dimorano in libertà, non è un soltanto un gesto d’amore, ma diventa un obbligo previsto dalla legge poiché cittadini italiani. Alcuni articoli del codice penale, integrati dalla legge n. 281 del 1991 e del 2004, prescrivono specifici comportamenti per la protezione degli animali randagi. Ogni singolo comune deve, pertanto, tutelare e supportare la colonia felina insieme alle Aziende sanitarie locali, le quali provvedono alla cura e alla salute dei gatti delle colonie. 

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"Ricordo – conclude Meoni – che i gatti liberi che vivono a Cortona sono tutelati dall'amministrazione comunale che, con il proprio ufficio ambiente, e in convenzione con associazioni di volontariato e Asl veterinaria, si occupa della loro cura e sterilizzazione".

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