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A processo per diffamazione, la lettera di Paolo Giusti al sindaco in vista del consiglio comunale

Durante l'assemblea di giovedì 28 gennaio ci sarà anche un'interrogazione sul caso di Paolo Giusti

Paolo Giusti, commerciante aretino impegnato con i comitati per Saione, è finito a processo (prima udienza la settimana scorsa) per un post Facebook che l'ex comandante della polizia municipale di Arezzo, Cino Augusto Cecchini, ha ritenuto offensivo e lesivo del decoro del corpo che stava giudando.

Di parere opposto lo stesso Paolo e la sua legale di fiducia, Roberta Blasi. Alla vigilia del consiglio comunale una lettera da parte dell'imputato che chiede al sindaco di prendere in considerazione la richiesta di ritiro della querela così come chiesto a gran voce anche da molti cittadini che lo stanno sostenendo in questa battaglia.

La lettera

Dopo quattro anni dalla mia richiesta (inascoltata) rivolta al Sindaco e alla Polizia Locale di ritirare la denuncia nei miei confronti si è aggiunta quella delle tante persone di #iostoconpaolo (provenienti dai comitati di Saione e dalle più variegate realtà cittadine), anche questa rimasta inascoltata, adesso apprendo che anche le realtà politiche di opposizione presenti in consiglio comunale hanno preparato un’interrogazione congiunta da fare durante la seduta di giovedì prossimo. Il Sindaco sembra non rassegnarsi all’idea che la frase da me scritta su facebook (che lamentava la mancata vigilanza da parte della polizia cittadina nel far rispettare l’ordinanza contro il consumo di alcol in via Piave) fosse un mio diritto di critica, è infatti su questo che si basa la difesa legale portata avanti da mio avvocato Roberta Blasi che conosce bene le difficoltà che gli abitanti di Saione si trovano ad affrontare quotidianamente.

Se non lo farà prima mi aspetto che il Sindaco riconosca il mio diritto di critica durante il consiglio comunale. Quindi una volta chiusa questa vicenda mi auguro che si avvii un nuovo percorso di ascolto al cittadino che non sia più fatto di grandi titoli sui giornali e nuove ordinanze che illudono ad una maggiore sicurezza, ma uno sforzo per far funzionare davvero i provvedimenti già emanati; perché la cosa più difficile non è fare un’ordinanza ma organizzarsi per farla rispettare.

Nel frattempo però l’ultimo post su Facebook postato da me è un invito al cambiamento non solo da parte delle istituzioni ma da parte di tutti gli aretini, nessuno escluso: “Se il cittadino ha bisogno di aiuto lo deve chiedere con gentilezza. Se il poliziotto risponde lo deve fare con pazienza. Se il Sindaco riceve lettera da uno sconosciuto gli risponde, perché lui è il Sindaco di tutti”.

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