Cronaca

Padre Gratien scrive dal carcere: "Rispetto il popolo italiano, ma la giustizia ha leso i miei diritti"

La lettera è stata consegnata all'avvocato Francesco Zacheo.

Una lettera per denunciare la giustizia italiana. Una missiva scritta dal religioso congolese  Padre Gratien Alabi, - che sta scontando nel carcere di Rebibbia una pena a 25 anni di reclusione per omicidio colposo e distruzione di cadavere in seguito alla scomparsa di Guerrina Piscaglia - e affidata al proprio legale, nelle quale sostiene che la giustizia italiana è razzista. 

"Non sono contro il popolo italiano - scrive nella lettera il religioso - ma è stato fatto razzismo nei miei confronti. Ho avuto da sempre tutte le testate giornalistiche contro. Mi hanno fatto un processo mediatico senza prove, rendendomi colpevole".

Fin dai tempi del processo di primo grado, Gratien aveva sostenuto - seppur in modo meno esplicito - questa tesi. Oggi torna a gridarlo con forza, con una lettera scritta lo scorso 28 febbraio e affidata al suo avvocato Francesco Zacheo. "Noi andremo avanti fino in fondo - afferma il legale - fino alla Corte Europea". 

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