Lavoro sommerso, "falsa" cooperativa di servizi di assistenza aveva 138 operatori al nero

Si è conclusa in questi giorni una complessa indagine portata a termine dalla Guardia di Finanza di Arezzo e dalla Direzione Territoriale del Lavoro, che ha portato all’individuazione di 138 lavoratori totalmente al nero e di 89 rapporti di lavoro...

Guardia di Finanza

Si è conclusa in questi giorni una complessa indagine portata a termine dalla Guardia di Finanza di Arezzo e dalla Direzione Territoriale del Lavoro, che ha portato all’individuazione di 138 lavoratori totalmente al nero e di 89 rapporti di lavoro irregolari, ed alla denuncia del responsabile di una società che, operando dietro il paravento di una cooperativa sociale, assicurava servizi di assistenza alle persone con enormi vantaggi fiscali e contributivi rispetto all’esercizio della stessa attività con una normale azienda commerciale.

L’impresa in questione, titolare di un noto marchio, ubicata nel territorio provinciale, procurava alle famiglie personale incaricato dell’assistenza, sia domiciliare che ospedaliera, a persone anziane e/o disabili.

Nello specifico settore era già stata eseguita nell’anno 2014 un’analoga attività da parte delle Fiamme Gialle aretine e della DTL a testimonianza che rimane alta l’attenzione sulla strumentalizzazione sempre più accentuata della formula cooperativistica per ottenere indebiti vantaggi fiscali e contributivi.

Grazie alla meticolosità delle ricerche effettuate dalle Fiamme Gialle in sede di avvio del controllo e dall’attenta analisi della documentazione, anche extracontabile, svolta insieme al personale della Direzione Territoriale del Lavoro aretina, si è potuto rilevare che l’utilizzo del personale specializzato avveniva sfruttando tutte le agevolazioni del caso previste per le cooperative sociali, mentre, di fatto, veniva svolta un’attività di tipo imprenditoriale, soggetta quindi al pagamento dell’IVA e delle imposte dirette, in aperta concorrenza sleale con gli operatori corretti.

A fronte dei pagamenti, infatti, veniva consegnata documentazione riportante la denominazione dell’impresa, con l’indicazione, in caratteri più piccoli, anche dei dati identificativi della cooperativa, così da non insospettire l’ignaro cliente ed eludere gli eventuali controlli, mentre contabilmente il tutto veniva fatto confluire nella contabilità della cooperativa.

Il servizio, nel suo complesso, si è concluso con l’individuazione di ben 227 posizioni lavorative irregolari e/o al nero, con l’irrogazione di maxi sanzioni e sanzioni accessorie per lavoro nero per circa 1 milione di euro.

In particolare, la verifica effettuata dagli Ispettori del lavoro ha riguardato l’intero periodo accertabile, e le forme contrattuali stipulate irregolarmente dall’azienda sono state riqualificate e ricondotte nell’alveo del rapporto di lavoro di natura subordinata, in quanto parzialmente e, in alcuni casi, totalmente privi di qualsiasi copertura previdenziale ed assicurativa. Sono stati inoltre rilevati illeciti per quanto concerne gli aspetti relativi alla normativa in materia di orario di lavoro, con particolare riguardo alla fruizione del riposo settimanale.

Sono circa 200.000 euro i contributi ed i premi recuperati su un imponibile retributivo di circa 550.000 euro.

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Sono ora in corso da parte dei finanzieri della Compagnia di Arezzo gli approfondimenti di carattere fiscale.

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