Cronaca

Allevamento "etico" chiuso, assolto il veterinario: "Da una sua denuncia al Comune partirono le indagini"

L'ex dirigente della Asl, oggi in pensione, fu rinviato a giudizio con l'accusa di aver redatto un certificato che avrebbe attestato falsamente il benessere degli animali. Nei giorni scorsi il veterinario è stato assolto con formula piena "perché il fatto non sussiste"

L'allevamento "Latteamore"

Negli stessi giorni in cui l’Antico Allevamento "Il Prato" ha chiuso i battenti per sempre, si è concluso anche il processo che vedeva nel banco degli imputati un noto veterinario aretino. L'ex dirigente della Asl, oggi in pensione, fu rinviato a giudizio con l'accusa di aver redatto un certificato che avrebbe attestato falsamente il benessere degli animali. Nei giorni scorsi il veterinario è stato assolto con formula piena "perché il fatto non sussiste".

La vicenda

Era il gennaio del 2017 quando si svolse un blitz dei Carabinieri forestali, coordinati dalla pm Angela Masiello, in seguito al quale furono posti i primi sigilli all’allevamento del marchio "Latte e amore". L'ipotesi di reato era quella di maltrattamento degli animali. Secondo l'accusa i 700 capi tra bovini e ovini erano allevati in strutture precarie e fatiscenti e privi delle condizioni minime di benessere animale previste dalla legge.

Insieme al titolare venne rinviato a giudizio anche il dirigente della Azienda Usl veterinaria di Arezzo. Nel mirino degli inquirenti c'era un certificato nel quale si attestava la buona salute e le buone condizioni degli esemplari dell'allevamento.

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L'esito del processo

Dopo anni di processo, il veterinario, assistito dall’avvocato Niki Rappuoli, ha dimostrato la propria innocenza ottenendo dal Tribunale di Arezzo l’assoluzione con formula piena perché il fatto non sussiste.

Il noto dirigente veterinario, oggi in pensione, è riuscito a dimostrare non solo che quanto certificato rispondeva al vero, ma che fu proprio una sua successiva denuncia al Comune competente ad aprire il procedimento.

"Finalmente - commenta il legale - questa brutta e complessa vicenda si è conclusa, così come il tentativo di aprire un allevamento etico che intendeva salvaguardare gli animali a fine vita dalla soppressione: con un nulla di fatto".

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