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Lanciò molotov contro la caserma dei carabinieri, 18enne condannato a tre anni

Secondo l'accusa si sarebbe scagliato contro la stazione di Pergine in un gesto di rivalsa contro alcune denunce che gli erano state recapitate per vari atti di teppismo che il ragazzo aveva collezionato negli anni precedenti

Lanciò una bottiglia incendiaria contro la caserma dei carabinieri di Pergine Valdarno, distruggendo un'auto di servizio. Un gesto che costerà caro ad un 18enne della zona che è stato condannato ieri a tre anni di reclusione dal tribunale di Arezzo.

L'episodio risale alla notte tra il 6 e i 7 gennaio del 2020.  Era l'1,40 circa quando l'ordigno artigianato fu lanciato nel resede della stazione dei Carabinieri. Finì vicino ad una Punto di servizio parcheggiata sotto alle finestre dell'edificio: una lingua di fuoco raggiunse la vettura e la distrusse.  L'autore sparì nel buio.  Secondo i militari - che diedero subito il via alle indagini - il gesto fu studiato nei minimi particolari: il giovane si sarebbe addirittura posizionato in un "cono d'ombra" dove le telecamere non riuscivano ad arrivare. Proprio il sistema di videosorveglianza però, lo avrebbe ripreso alcuni giorni prima nei pressi della caserma: secondo gli inquirenti stava compiendo una sorta di sopralluogo. 

Molotov contro la stazione dei Carabinieri: auto distrutta

Il ragazzo ha sempre negato il gesto: lo ha fatto anche ieri, di fronte al giudice Giulia Soldini, che ha poi pronunciato la sentenza. Secondo l'accusa invece, si sarebbe scagliato contro la stazione di Pergine in un gesto di rivalsa, contro alcune denunce che gli erano state recapitate per vari atti di teppismo che il ragazzo aveva collezionato negli anni precedenti.
Contro di lui i militari hanno raccolto una serie di indizi e intercettazioni. Inoltre il giovane avrebbe raccontato l'episodio ad un'amica della madre. 

La procura aveva chiesto una condanna a 5 anni, ridotti a 3 anni e 4 mesi con rito abbreviato. Il giudice ha deciso per una condanna a tre anni. 

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