Assalto in via Ramelli: rubato argento. Danni a tre aziende, muro sfondato col muletto

Una banda di incappucciati, armati di flessibile e piede di porco, ha fatto irruzione nella notte nel polo produttivo della traversa di via Fiorentina. Tre le aziende che sono state visitate: Ekisson, Milani Cartongesso e la Delfino, la più colpita

Una banda di incappucciati, armati di flessibile e piede di porco, ha fatto irruzione nella notte nel polo produttivo di via Ramelli, traversa di via Fiorentina. Un'area chiusa da cancello recinzione, evidentemente scavalcata. Tre le aziende che sono state visitate. Soltanto la Delfino, ditta di Maurizio Corti specializzata nella lavorazione di ottone e argento e attiva dal 1992, ha subito un colpo consistente in argento ancora da lavorare sono stati portate via dalle casseforti. Ma tutte le aziende "visitate" sono state pesantemente danneggiate.

Buco nel muro col muletto, buco nell'acqua in azienda

Intorno a mezzanotte tre banditi si sono diretti davanti all'ingresso della Milani Cartongesso: prima hanno strappato via i fili di una centralina esterna, nel tentativo di mettere fuori uso sistema di allarme e impianto di videosorveglianza. Poi hanno forzato il portone con la leva. Una volta all'interno, uno di loro, si è messo alla guida di un muletto che si trovava nel capannone: gli altri hanno spostato alcune ingombranti scaffalature e - con il mezzo usato come ariete - hanno sfondato il muro laterale per entrare nell'azienda adiacente, la Ekisson, che si occupa di leghe metalliche. Anche in questo caso molti danni, ma scarso bottino. Stamani gli operai che hanno aperto di buon mattino hanno trovato le due ditte sottosopra.

Colpo grosso alla Delfino

Poco più tardi, intorno alle 1, i malviventi, evidentemente insoddisfatti della refurtiva fino a quel momento racimolata, hanno puntato la vicina Delfino, azienda che - per conto di aziende di lusso e moda - realizza accessori in argento e ottone. Probabilmente i banditi si sono trattenuti a lungo all'interno, ma in questo caso non ci sono filmati. I fili delle telecamere sono stati strappati e l'impianto d'allarme messo ko. Le sagome dei ladri si intuiscono soltanto dai video della Milani Cartongesso. Dopo aver forzato un ingresso al piano terra, i banditi si sono premurati non lasciare registrazioni del loro passaggio e poi si sono messi al lavoro: hanno individuato il caveau al pianterreno, hanno sfondato la grata e hanno aperto una cassa blindata per mettere le mani sull'argento grezzo. Identiche mosse nel piano soppalcato, trovato letteralmente a soqquadro. Cassaforte aperta col flessibile e argento portato via.

Bottino e danni da decine di migliaia di euro

"Stamattina c'era un disastro - racconta Maurizio mentre tutta la sua famiglia è al lavoro per rimettere a posto - avevano scaraventato via il bancone. E poi: le casse aperte, i danni agli impianti". "Stamani - aggiunge il figlio Massimiliano - c'era una grande puzza di bruciato. Ci siamo accorti dell'accaduto alle 8, quando abbiamo aperto". Il bottino? A spanne, sui 10mila euro d'argento, forse di meno. Senza contare le decine di migliaia di euro di danni cagionati alle tre aziende bersagliate.

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