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"Incursione nazifascista", via alle indagini: Botti sentito dagli inquirenti. Caccia agli autori delle minacce

Il terribile episodio è oggetto di accurate indagini da parte degli inquirenti che stanno cercando di individuare chi si celava dietro ai nomi - palesemente falsi - degli utenti che si sono "infiltrati" tra le persone che seguivano l'iniziativa

Dopo l'incursione nazifascista e le minacce di morte ricevute durante una iniziativa online dedicata al giorno della memoria, questa mattina il collega giornalista Marco Botti ha riferito quanto avvenuto agli agenti della Digos della questura di Arezzo. Il terribile episodio è adesso oggetto di accurate indagini da parte degli inquirenti che stanno cercando di individuare chi si celava dietro ai nomi - palesemente falsi - degli utenti che si sono "infiltrati" tra le persone che seguivano l'iniziativa.

foto Marco Botti-2

Infangano con le svastiche l'evento sugli ebrei di Arezzo

Nei prossimi giorni saranno sentite altre persone: tra queste un altro moderatore dell'iniziativa che si sarebbe dedicato non solo a presentare gli eventi ma anche a cercare "buttare fuori" dalla piattaforma online Meet quei profili che lanciavano insulti e minacce e inviavano video e immagini di stampo nazifascista.

"Sono amareggiato - racconta Botti - perché in queste occasioni ti rendi conto di come ci sia gente che grazie al web può fare gesti del genere nascondendo la propria identità".

Anche la Procura di Arezzo, una volta ricevute le informative del caso dalla Polizia, si muoverà per portare avanti gli accertamenti. L'episodio, avvenuto in un momento delicato, a pochi giorni dalla celebrazione della giornata della memoria, ha destato scalpore e indignazione. Messaggi di solidarietà sono arrivati dal governatore della Toscana Eugenio Giani, dal presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo, dalla senatrice della Lega Tiziana Nisini. Mentre il segretario comunale del Pd Alessandro Caneschi ha invitato il sindaco e le istituzioni a prendere una posizione nei confronti della vicenda. 

Cosa è successo

Erano le 15 di ieri quando online ha preso il via "Memorie ebraiche in Arezzo", un appuntamento promosso in occasione della Giornata della Memoria sulla piattaforma Meet. Si trattava di una sorta di passeggiata virtuale organizzata dalla sezione soci di Unicoop Firenze, nell'ambito del circuito delle "passeggiate della salute". Il percorso era stato ideato e curato dal giornalista Marco Botti (che è anche collaboratore della nostra testata, autore del fortunato blog "Arezzo da Amare"). Mentre scorrevano immagini dei luoghi raccontati, Botti ne illustrava la storia e le particolarità: parlava di piazza Grande, dove la comunità ebraica aretina dell'800 aveva attività commerciali, e del Campaccio, dove sorgeva il cimitero ebraico.

chat nazifascista evento memoria-2

Durante l'evento però, nella chat è comparso di tutto: protetti da nomi falsi, alcuni utenti hanno caricato immagini di raduni di neonazisti incappucciati e scritto frasi che inneggiavano il duce e condiviso immagini di svastiche. Non solo, il giornalista è stato anche minacciato di morte, cona la frase "ti faccio saltare col botto". 

Gli oranizzatori hanno cercato di far uscire dalla piattaforma gli autori dei messaggi, ma questi rientravano con nomi fasulli. 


 

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