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Foto tratta da www.bracciodiferrocesena.it

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Morto in moto, il saluto della squadra di braccio di ferro e quella gara mancata

Cesari questa sera avrebbe dovuto disputare una gara a Reggio Calabria. Il dolore del mondo sportivo

Sansepolcro piange Massimo Cesari. Da alcuni anni residente a San Giustino Umbro, il 45enne morto giovedì sera in un terribile incidente sulla Marecchiese, aveva portato il nome della sua città in giro per il mondo. Cesari infatti era un campione di braccio di ferro, uno sport che amava tanto, tantissimo, ed era un punto di riferimento di sportivi e appassionati. I compagni di squadra, ArmWrestling Romagna , lo consideravano un punto di riferimento, gli avversari lo trattavano con onore. 

E all'indomani della terribile notizia la sua squadra ha pubblicato un commovente saluto sul sito ufficiale. 

Eri una persona sempre pronta a dare il tuo contributo alla squadra, ai nuovi ragazzi, ai campionissimi che si fidavano delle tue parole durante un mondiale, eri una parte importante del Braccio di Ferro italiano, tutti i titoli vinti sembravano non pesare perchè comunque ce n’erano altri da rincorrere e conquistare, magari senza lo stimolo di un tempo ma ci provavi e domani sera (questa sera) saresti partito per Reggio Calabria in auto per gareggiare e stare con tanti amici… come sempre… regalando qualche perla delle tue e naturalmente un po’ di allegria.

Questa sera un amico comune mi ha fatto notare come non sia possibile immaginare una gara in cui ad una certa ora non ti si sente urlare …. “ALO’ SE VA O NO???” quando è ora di tornare a casa.
Io ho tanti altri ricordi…. tutte le garette promozionali fatte insieme, apromuovere e insegnare il Braccio di Ferro e a regalare delle tuonate ai fenomeni di turno.

"Non ti dimenticheremo mai", il ricordo degli amici su Facebook

Il terribile incidente sulla Marecchiese

Un saluto lungo, migliaia di battute per esprimere quello che a parole sembra impossibile. Questa sera il 45enne era atteso a Reggio Calabria, per dispitare delle gare. Ma sua carriera si è fermata sulla strada.

Cesari è morto in una semicurva della Marecchiese, poco dopo Svolta del Podere. Viaggiava verso il mare in sella alla sua Yamaha bianca quando si è verificato l'impatto con un camion. Uno schianto violentissimo che non gli ha lasciato scampo. I carabinieri di Badia Tedalda stanno raccogliendo tutti gli elementi necessari per ricostruire la dinamica. Inizialmente si era parlato di un sorpasso finito nel peggiore dei modi, ma non ci sarebbero conferme. A causare potrebbe essere stata anche una distrazione, una fatalità, un modo sbagliato di affrontare quella semicurva. La procura di Arezzo sta svolgendo accertamenti, non è detto che venga richiesta un'autopsia. 

Intanto Sansepolcro piange uno dei suoi cittadini. Un 45enne che il Borgo lo aveva nel cuore e che aveva portato il nome della sua città in tutto il mondo.

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