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Strade di sangue, in tre anni 74 morti: la Sr 71 resta la più pericolosa. Nel 2018 oltre 1500 feriti

Pur avendo registrato un calo nel 2018, quando le vittime sulle strade sono state 22, nel 2017 i decessi furono 24 e l'anno precedente 28. Nel triennio preso in considerazione, quindi, ben 74 persone hanno perso la vita sulle strade aretine

Oltre mille incidenti stradali all'anno. E' questa la media riferita ai sinistri avvenuti nell'ultimo triennio nell'Aretino, quando sulle strade della provincia sono morte 74 persone. Un numero che fa rabbrividire, nonostante ci sia stato un sensibile calo dei decessi rispetto agli anni precedenti. Ma sono in aumento i feriti.

Sono questi i dati illustrati ieri nel corso dell'incontro dell'Osservatorio per la Sicurezza Stradale e la Prevenzione dell’Incidentalità che si è svolto presto la Prefettura di Arezzo. Una riunione alla quale hanno preso parte i rappresentanti di Questura, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza,  Polizia Stradale, Polizia Provinciale, il sindaco di Bibbiena, il vicepresidente della Provincia, referenti dei Comandi delle Polizie Municipali dei Comuni di  Anghiari, Bibbiena, Subbiano, Capolona, Montevarchi, San Giovanni Valdarno, Terranuova Bracciolini, Pratovecchio Stia, dell’Unione dei Comuni del Casentino, rappresentanti della Provincia di Arezzo-Servizio Trasporti e Viabilità, del Dipartimento di Emergenza Urgenza 118 dell’ASL Sudest Toscana, del Compartimento Anas e dell’ACI. 

Il report relativo all'intero territorio provinciale è stato elaborato dall’osservatorio della mobilità della Provincia di Arezzo nell’ambito del progetto SIRSS (Sistema Integrato Regionale per la Sicurezza Stradale) che,"attraverso un sistema informatico statistico di geo-referenziazione dei sinistri con danni alle persone, offre un utile strumento conoscitivo per tutti gli addetti alla sicurezza stradale".

"Dall’esame dei dati complessivi del fenomeno dell’incidentalità - spiega la Prefettura in una nota - , nel 2018 risulta un leggero aumento con 1093 incidenti censiti, rispetto ai 1065 eventi del 2017, ma comunque minore dei 1100 del 2016".    

Resta purtroppo significativo il dato relativo agli incidenti mortali. Pur avendo registrato un calo nel 2018, quando le vittime sulle strade sono state 22, nel 2017 i decessi furono 24 e l'anno precedente 28. Nel triennio preso in considerazione, quindi, ben 74 persone hanno perso la vita sulle strade aretine. 

"Il fenomeno della mortalità incidentale è comunque decrescente nel raffronto con gli anni passati in cui erano stati registrati dati più allarmanti", ovvero 30 morti nel 2014, 36 nel 2012, 33 nel 2011, 36 nel 2009. 

Trend in aumento si registra per le persone ferite: 1581 nel 2018, a fronte dei 1461 casi del 2017, dei 1536 del 2016 e dei 1570 del 2015. 

"Dall’analisi del fenomeno si segnala un incremento dei sinistri mortali nel periodo da aprile ad ottobre, con una costanza nei mesi estivi ed una concentrazione dell’incidentalità mortale nelle giornate centrali della settimana, pur se restano gli eventi nei giorni di sabato e domenica, soprattutto nelle ore notturne. La maggior parte dei soggetti coinvolti negli scontri mortali sono stati i conducenti, seguono i passeggeri anteriori, quelli posteriori ed i pedoni".

I morti su veicoli a quattro ruote sono il 52% del totale e il 48% sono i morti su veicoli a due ruote; considerando che il traffico dei veicoli a due ruote è molto minore di quelli a quattro ruote, il tasso di mortalità su veicoli a due ruote è molto alto. 

Sono stati anche analizzati i fattori comportamentali scorretti che sono tra le prime cause responsabili dei sinistri: tra le condotte maggiormente pericolose si annovera l’eccesso di velocità, la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, il mancato utilizzo del casco, delle cinture di sicurezza e dei seggiolini per bambini, la distrazione dovuta all’uso del telefono cellulare alla guida, l’assenza di revisione dei veicoli.

Fra le cause dei decessi, numerosi sono stati gli scontri frontali laterali, quelli laterali, gli investimenti dei pedoni, la fuoriuscita dalla sede stradale.

Ma dove avvengono gli incidenti? Secondo il report sono concentrati nei centri urbani con più alta densità abitativa e con maggiore tasso di circolazione veicolare, ma anche nelle principali arterie stradali, urbane ed extraurbane. La maggior parte dei deceduti nel 2018 è avvenuta su strade extraurbane e fuori dei centri abitati. La strada con maggior numero di morti e incidenti è la SR 71: secondo il calcolo della densità, le strade in cui si verificano più incidenti in relazione ai chilometri sono la SR 71 e la SR 69;  la SR 71 ha avuto 1,47 incidente per Km, la SR 69 ha invece 0,72 incidenti per Km.

L’Osservatorio - spiega la Prefettura in una nota - alla luce della riflessione congiunta, ha condiviso l’esigenza di continuare nell’azione strategica di prevenzione e contrasto attraverso l’intensificazione dell’attività di controllo e di presidio del territorio, onde innalzare il livello di efficacia preventiva e repressiva delle condotte di guida maggiormente pericolose. In particolare, proseguendo la positiva esperienza maturata nel corso di quest’anno, verranno organizzate specifiche “giornate dedicate all’effettuazione di controlli mirati su alcune tematiche” come ad esempio “giornata delle cinture di sicurezza”, o della “distrazione alla guida da apparecchi telefonici”.  Al riguardo, è stata condivisa l’esigenza di programmare i servizi onde renderli più ramificati e coordinati in modo da favorire una maggiore e più qualificata sinergia interistituzionale tra tutti i soggetti statali e locali. Ciò consentirà anche di garantire una maggiore copertura delle principali arterie stradali nonché di realizzare un impiego razionale delle risorse organiche e strumentali in dotazione.

Durante l’incontro è stato anche approfondito il tema dell’assetto viario del territorio, in modo da individuare le situazione più critiche e promuovere interventi di sistemazione e di manutenzione stradale. L'obiettivo è quello di ridurre i fattori di rischio. 

Incidenti stradali, il venerdì nero degli aretini

Poi il capitolo autovelox. Durante l'incontro è stato ribadito "che l'impiego di sistemi elettronici di rilevamento delle velocità,  sia fissi che mobili, avvenga sempre nel rispetto delle disposizioni di presegnalazione delle postazioni stesse e di quelle impartite per le verifiche iniziali e periodiche di funzionalità e di taratura delle apparecchiature impiegate". 

Altro delicato tema,  quello della diffusione fra tutte le fasce della popolazione di un maggiore senso di responsabilità.

In tale quadro, è stata ribadita l’esigenza di riproporre le iniziative di educazione alla sicurezza stradale ed alla legalità presso le istituzioni scolastiche del territorio, quali percorsi formativi finalizzati a diffondere, soprattutto trai i giovani e le loro famiglie, la consapevolezza per i rischi connessi all’assunzione di alcool, di stupefacenti ed, in genere, al mancato rispetto delle ordinarie norme di comportamento alla guida dei veicoli, dei ciclomotori e dei velocipedi.

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