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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca Terranuova Bracciolini

"Inquinamento a Podere Rota", indagate cinque persone. C'è anche il sindaco di Terranuova

Con Sergio Chienni sono state iscritte nel registro degli indagati da parte della Procura della Repubblica di Firenze altre quattro persone

Sarebbero inquinamento e gestione illecita dei rifiuti le ipotesi reato dell'inchiesta che investe la discussa discarica di Podere Rota nel Valdarno aretino. Reati ambientali per i quali risulta accusato anche il sindaco di Terranuova Bracciolini Sergio Chienni. Con lui, sono state iscritte nel registro degli indagati da parte della Procura della Repubblica di Firenze altre quattro persone: una dirigente della Regione Toscana e tre dirigenti di società legate all'impianto di Podere Rota. Chienni e la dirigente regionale sarebbero accusati anche di possibile omissione di atti d'ufficio.

Podere Rota, dall'ampliamento alla possibile chiusura

L'ultimo anno e mezzo è stato ricco di colpi di scena per quanto riguarda il futuro dell'impianto di Podere Rota, che insiste sul territorio comunale di Terranuova Bracciolini, nei pressi del confine con quello di San Giovanni Valdarno. A fine 2020, l'ampliamento della struttura per l'arrivo di rifiuti speciali (per buona parte da fuori regione) sembrava cosa fatta, nonostante il parere negativo di 7 comuni del Valdarno. Csa Impianti, gestore della struttura, difendeva la possibilità, e a breve sarebbe partita l'inchiesta pubblica. Durante quest'ultima, un anno fa, emerse la relazione di Arpat, a seguito di un'ispezione del settembre 2020, sulla potenziale contaminazione del sito. La sindaca di San Giovanni Valentina Vadi aveva anche "diffidato" la Toscana - un atto formale dello scorso 28 giugno - per accelerare l'accertamento della responsabilità della potenziale contaminazione e Arpat recentemente aveva confermato il pericolo: "Lo stato qualitativo delle acque sotterranee (...) si caratterizza per la presenza di elevati valori di ammoniaca, cloruri, nitriti, arsenico, e manganese nei livelli acquiferi intermedio e profondo". Nel febbraio scorso, dopo una fase istruttoria avviata a seguito della "diffida", è arrivata la decisione della Regione Toscana sull'ordine di bonifica del sito al gestore. Contestualmente è arrivato anche lo stop dell'ampliamento.

E proprio nelle vicende legate a Podere Rota di questi ultimi mesi, contrassegnati da rapidi cambiamenti di prospettiva sul futuro della discarica, si dovrebbero quindi innestare le regioni dell'inchiesta.

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