Cronaca

Vaccini, il fuoco delle polemiche non si spegne. E c'è l'indagine sugli "imbucati": i Nas esaminano lista con 57mila nomi

Se per buona parte si tratta di situazioni legittime, la Procura di Firenze ha recentemente aperto un'inchiesta per verificare la regolarità della somministrazione in determinati casi

Sul ritardo delle vaccinazioni degli over 80 in Toscana è ancora bagarre, nonostante l'attivismo della giunta Giani per correre ai ripari negli ultimi giorni. E c'è ovviamente grande fibrillazione politica sull'argomento. Ma i fronti delle polemiche sono almeno quattro: oltre a quello della campagna vaccinale per gli anziani con Pfizer, c'è la questione delle prenotazioni online del siero per gli estremamente fragili, su cui la Regione ha annunciato cambiamenti dopo gli ingorghi informatici registrati. Si è aggiunta poi la querelle per l'ingresso in zona rossa di tutta la regione, nonostante gli spiragli aperti da Giani sull'arancione fino alla vigilia. E c'è infine la polemica sulle categorie professionali (soprattutto nel settore "giustizia", anche se ora la possibilità di vaccinarsi per avvocati, dipendenti di tribunali e magistrati non compare più nel portale regionale) che hanno avuto prioritariamente accesso al siero AstraZeneca (quindi il caso non è collegato ai ritardi degli over 80 che si vaccinano con Pfizer), aprendo la possibilità anche a persone giovani e in salute di vaccinarsi purché appartenenti a determinate categorie. E se nella maggior parte dei casi si tratta di situazioni legittime, la Procura di Firenze ha recentemente aperto un'inchiesta per verificare la regolarità della somministrazione in determinati casi. Si vuole approfondire l'eventuale presenza di "imbucati", soprattutto nei primi giorni di somministrazione, quando nel portale regionale compariva - oltre a settore "scuola", "giustizia", "forze dell'ordine e polizia" - anche la voce "altro". Perché pare che, grazie alle autocertificazioni, lì dentro ci sia finito un po' di tutto. "Risultano iscritti - spiega il Corriere della Sera di oggi in proposito - cuochi, camerieri, insegnanti di discipline sportive, professori d'orchestra, ballerini e ballerine, modelli e modelle". Per questo i carabinieri del Nas (Nucleo anti sofisticazione) di Firenze "hanno acquisito un elenco di 57mila nomi per verificare quanti tra questi avessero davvero il diritto di precedenza". Tra questi 57mila, ovviamente, ce ne sono anche della provincia di Arezzo.

Le risposte di Giani

Qualche risposta, rispetto ai tanti dubbi posti, Giani oggi l'ha data, ospite di Tagadà su La7. Ad esempio sulle critiche rispetto alle vaccinazioni degli avvocati. "La giustizia c'era eccome nelle prime indicazioni del governo, per cui sono convinto che l'aver osservato quelle prescrizioni corripondeva all'idea di mettere al sicuro e vaccinare le tre categorie della scuola, della sanità e della giustizia, connessa alle forze dell'ordine". Poi ha aggiunto: "Se avessi saputo all'inizio che i vaccini sarebbero arrivati al rallentatore sarei stato molto attento a fare una valutazione qualitativa, ma nel momento in cui si vive un clima che impone di vaccinare il più possibile, l'attenzione viene posta soprattutto sulla rapidità e quindi sul problema quantitativo". Il presidente ha poi parlato del vaccino Pfizer. "Quante dosi di Pfizer, che è l'unico vaccino possibile per gli anziani, abbiamo avuto dallo Stato? Siamo stati quartultimi in Italia in rapporto alla popolazione residente. Come siamo messi nella classifica delle prime vaccinazioni agli over 80? Quattordicesimi (quindi non ci si riferisce agli anziani immunizzati, quelli che hanno completato il ciclo di due dosi, nda). Ovvero abbiamo usato più dosi Pfizer in modo di risalire dalla quartultima alla quattordicesima posizione. In questo momento abbiamo somministrato 141.171 dosi agli ultra-ottantenni".

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