"Chiappiamolo per le orecchie": la conversazione nel file "Amendola". Indagati valutano il ricorso al Riesame

L'inchiesta sulla nomina alla presidenza della Multiservizi si basa sui file contenuto nel computer di Staderini. E' nata quindi dai sequestri fatti per l'inchiesta madre sulle consulenze d'oro di Coingas

"Mi ha millantato". E' Roberto Bardelli che parla, in occasione della prima registrazione fatta da Sergio Staderini nel 2016. Il consigliere comunale si lamenta di non aver ricevuto l'aiuto che gli era stato promesso da Luca Amendola, esponente di Forza Italia, sostenuto da Bardelli politicamente perché fosse nominato presidente di Arezzo Multiservizi. In cambio avrebbe trovato il meccanismo per far sì che una banca concedesse più facilmente un mutuo a Bardelli, per gestire le sue difficoltà economiche.

E' tutto descritto nel decreto di perquisizione con il quale la Digos ha operato il 15 gennaio scorso, firmato dal sostituto procuratore Andrea Claudiani e dal procuratore capo pro tempore Luciana Piras. Così sono scattati i controlli negli uffici e nelle abitazioni e i sequestri di cellulari e computer nei confronti dei tre iscritti ai quali è stato spedito un avviso di garanzia per il reato di corruzione: Il consigliere comunale del gruppo misto Roberto Bardelli, il presidente di Arezzo Multiservizi Luca Amendola in quota Forza Italia e l'attuale presidente di Arezzo Casa, Lorenzo Roggi, adesso vicino alla Lega. I loro avvocati stanno leggendo l'atto e decidendo insieme agli indagati, se procedere o meno con il ricorso al tribunale del Riesame, anche per rientrare in possesso dei beni sottoposti a sequestro. Una mossa che permetterebbe loro di venire in possesso di tutte le carte delle indagini.

Ma tornando a quel 2016, al momento della registrazione.

Con Bardelli, nella stanza, c'è sicuramente Sergio Staderini che, non è chiaro per quale motivo, accende di nascosto la registrazione audio del cellulare, per conservare la chiacchierata, poi c'è l'amico di Bardelli, Lorenzo Roggi che lo aiuta a perorare la causa e poi il sindaco Ghinelli che ad un certo punto della conversazione dice: "Io però una domanda bisogna che ve la faccia" rivolto a Roggi e Bardelli, "..... ma quando uno te dice: io il primo gennaio divento presidente di una partecipata ti do 200mila euro, ma non vi è venuto il dubbio che questo non era in grado di darvi.."

Roggi e Bardelli spiegano dunque al sindaco come Amendola li avrebbe convinti, anche se c'è da tenere in considerazione che il presidente di Arezzo Multiservizi non compare mai con le sue dirette parole, sono gli altri che raccontano. Roggi dice: "ma lui ce l'ha detto come avrebbe fatto eh" e aggiunge subito dopo "e ha detto che aveva carta bianca, quindi probabilmente anche da te, ma sicuramente dai vertici di Forza Italia".

"Carta bianca cosa vuole dire" chiede quindi il sindaco Ghinelli. E Roggi spiega: "che lui prendeva la partecipata.... ad esempio la Multiservizi." 

"Uhm" pronuncia il sindaco in ascolto del meccanismo. E Roggi continua: 

"Arezzo Multiservizi quanto c'ha in banca... 2,3,4,5 milioni di euro? Io li prendo da quella banca lì, li sposto nella banca amica mia e gli dico: siccome ti ho portato questo malloppo di soldi mi devi aiutare; e questa è stata la promessa che ci ha fatto da lì per sei mesi, senza mai cambiare, mai cambiare di una virgola."

Segue un omissis, poi Roggi spiega che nelle successive chiacchierate con Amendola, la cifra del prestito sarebbe scesa da 200mila euro a 150mila euro. 

Mentre Staderini commenta che "L'unica cosa è stringer lui, e allora a quel punto riprovare, se lui dice che sti' soldi ce l'ha nelle casseforti, nei cosi, insomma..." Ma Bardelli non ci crede più e ammette: "Ma secondo me lui non ce l'ha."

"Chiappiamolo per le orecchie" dice Staderini. "Sarà evidente che lui ha inventato tutto per due anni", dice Ghinelli. E dopo un passaggio omesso nel decreto, il sindaco dice ancora: "Gli dico che la situazione è a un punto... è al capolinea, quindi eh c'è da smuovere questa persona, verrà messo di fronte alle sue responsabilità, però se vuoi avete modo di soffiargli nell'orecchio che lui è bene che li onori i patti, fatelo."

E' a questo punto che nel decreto di perquisizione viene scritto che il sindaco appare estraneo all'accordo corruttivo (è da ritenersi che ne abbia avuto notizia nel corso di questa conversazione), ma comunque è lui stesso che racconta di aver ricevuto, in merito alla nomina di Amendola che è di sua competenza, indicazioni ben precise:

"Ascolta a me mi hanno sempre detto nominalo perché risolvi i problemi al Breda. Gli vuoi bene al Breda? Sì e allora nomina lui". Roggi commenta: "Eh non è che son cose che le inventiamo noi eh" e Bardelli chiude dicendo "allora io non penso, se mi permettete, simao tutti uomini di mondo, io non penso che per un coordinatore regionale di Forza Italia, se un uomo ha fatto una cazzata sia un problema prendere 100mila euro, scusa Sergio se mi permetto eh."

Il file "Breda" e le parole del sindaco: "Io vorrei che tu intervenissi su Amendola per dirgli di rispettare i patti"

"Amendola: "Io, estraneo alla vicenda. Mi dimetto come atto di responsabilità e andrò a parlare coi magistrati"
 

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