Cronaca Bucine

Inchiesta Keu, anche il comitato di Podere Rota si costituirà parte civile. Tra gli imputati politici e imprenditori

Importanti i risvolti aretini: l'impianto valdarnese Lerose di Bucine secondo gli inquirenti sarebbe stato il fulcro dei sospetti smaltimenti illeciti. Nell'inchiesta sono rimaste coinvolte  anche due importanti aziende di recupero metalli del distretto orafo aretino

Processo Keu, anche il Comitato “Le Vittime di Podere Rota” si costituirà parte civile nell'udienza preliminare in calendario venerdì prossimo, 10 maggio, di fronte al tribunale di Firenze. Il procedimento è il punto d'approdo dell'inchiesta della Dda di Firenze per traffico illecito di rifiuti, relativo allo smaltimento di scarti tossici delle concerie (il cosiddetto keu) e di altri scarti industriali. Una vicenda che ha preso le mosse dall'Aretino (a Bucine si trova un impianto di smaltimento rifiuti che avrebbe accolto gli scarti tossici) e che ha coinvolto l'intera regione facendo tremare anche il mondo politico.

A spiegare agli associati questo importante passo è stata la neo presidente del comitato Catia Naldini nel suo messaggio di insediamento: "Il primo incarico che mi avete affidato è la costituzione di parte civile al processo sul Keu, come parte lesa per i capi di imputazione sulle attività illecite che secondo l’accusa riguardano anche il nostro territorio". Si riferisce nello specifico alla "variante della Strada provinciale Sp7 di Piantravigne e parte della viabilità interna a servizio della discarica di Podere Rota nel comune di Terranuova Bracciolini" dove sarebbe emersa "la presenza di rifiuti contenenti Keu" spiega la presidente.

“La stima di materiale utilizzato ammonta a circa 34.934,8 tonnellate. Le criticità ambientali si estendono anche sul lato in sinistra idraulica del Borri Riofi che incide la valle - prosegue Naldini -. Il nostro Comitato ha avuto un ruolo chiave nel far emergere tutte le criticità e illiceità del territorio e fare questo passo è nostro dovere in rappresentanza di tutte le vittime di questo sistema.
Chiederemo ulteriori controlli e indagini, rivendicheremo, giustizia e bonifica del nostro territorio avvelenato da sostanze tossiche, violentato da attività illecite e infiltrazioni malavitose".

Nelle scorse settimane anche il comune di Bucine ha ufficializzato la decisione di costituirsi parte civile con un atto votato e approvato dal consiglio comunale. Stessa scelta anche per il Movimento dei consumatori.

La procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per 24 persone e 6 società nell'ambito dell'inchiesta Keu. L'udienza prelimiare è stata iniziata il 12 aprile a Firenze, di fronte al gup è Gianluca Mancuso.  Tra gli indagati ci sono la sindaca di Santa Croce sull'Arno Giulia Deidda, il consigliere regionale Andrea Pieroni, il funzionario regionale dell'ambiente Edo Bernini e l'ex capo di gabinetto Ledo Gori. Importanti i risvolti aretini: l'impianto valdarnese Lerose di Bucine secondo gli inquirenti sarebbe stato il fulcro dei sospetti smaltimenti illeciti. Nell'inchiesta inoltre sono rimaste coinvolte due importanti aziende di recupero metalli del distretto orafo aretino come Tca e Chimet, che oggi hanno a loro favore una sentenza del Tar secondo il quale non ci furono "irregolarità" nell'attività delle due imprese. 

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