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Fatture false per avere il credito d'imposta, una seconda azienda dell'Aretino coinvolta

Perquisizione anche a Cortona, in una impresa che produce mangimi

Non solo Cloud Italia, anche una seconda azienda dell'Aretino sarebbe coinvolta nell'inchiesta condotta dalla Procura di Padova sulla presunta frode fiscale sulla ricerca scientifica. In questo caso gli accertamenti della Guardia di Finanza patavina sono arrivate fino a Crotna. E' qui che avrebbe sede la seconda azienda che opera in un settore completamente diverso. Niente tecnologie digitali o internet, l'impresa controllata prodice mangimi. Come per l'azienda di cloud, anche in questo caso l'impresa sarebbe stata commitente di Eidon Lab el'organismo di ricerca di Padova al centro delle indagini, e pertanto avrebbe ricevuto le fatture considerate dubbie dagli inquirenti per i servizi di ricerca e sviluppo svolti. In questo caso però le cifre sarebbero molto più contenute dei 66 milioni dei quali le fiamme gialle hanno parlato per l'azienda di cloud. 

Intanto le indagini proseguono: 250 aziende sono state controllate e tutta la documentazione raccolta è al vaglio degli inquirenti. Il meccanismo della presunta frode è ormai chiaro: l'ipotesi, formulata in oltre due anni di indagini, è che Eidon Lab abbia emesso fatture false per ottenere credito d'imposta. Adesso gli inquirenti dovranno approfondire quanto scoperto e cercare di attribuire alle persone coinvolte le diverse responsabilità. 

Cloud Italia coinvolta nell'inchiesta di Padova

Le due aziende aretine sarebbero solo una piccola parte di un complesso sistema che si era ramificato in tutta Italia. I decreti di perquisizione infatti sono stati moltissimi, in ben 37 città oltre ad Arezzo, ovvero: Alessandria, Ancona, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Como, Cuneo, Fermo, Frosinone, Gorizia, Lucca, Macerata, Mantova, Milano, Modena, Napoli, Padova, Pavia, Perugia, Pistoia, Pordenone, Prato, Reggio Emilia, Roma, Rovigo, Salerno, Torino, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vicenza. A finire nell'inchiesta sono state decine e decine di persone (circa 200 iscritti nel registro degli indagati) in qualità di amministratori, rappresentanti legali e consulenti di altrettante società, protagonisti della frode o beneficiari dei crediti d'imposta non spettanti.

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