Inchiesta per corruzione, Ghinelli nelle registrazioni di Staderini: "Io vorrei che tu intervenissi su Amendola per dirgli di rispettare i patti"

L'ex amministratore di Coingas ha conservato per 3 anni nel suo pc le registrazioni, effettuate a loro insaputa, di due degli indagati per la questione relativa alla presidenza di Arezzo Multiservizi. Ci sono anche le parole del sindaco

Il sindaco Alessandro Ghinelli

Il pc di Staderini ha parlato. Dentro al computer che la Digos gli ha sequestrato il 2 luglio del 2019 alla vigilia dello scoppio pubblico dell'inchiesta sulle consulenze di Coingas, sono state trovate due conversazioni registrate all'insaputa dei presenti.

E' alle pagine tre e quattro del decreto di perquisizione che appaiono le prime dichiarazioni di due dei soggetti indagati (non ci sono parole dirette pronunciate da Amendola), ma non solo di loro. Ci sono dichiarazioni del sindaco Ghinelli, non perché intercettato dagli inquirenti (non risulta al momento coinvolto in questo ramo dell'inchiesta), ma perché fu registrato a sua insaputa nel corso di due conversazioni e poi citazioni di una terza persona coperta da omissis. Tutto proveniente dalle registrazioni che Sergio Staderini ha fatto nel 2016. Periodo sul quale la Procura, con il braccio operativo della Digos, si è concentrata nel corso delle indagini.

Il decreto di perquisizione per gli indagati, Luca Amendola, presidente di Arezzo Multiservizi, Roberto Bardelli, consigliere comunale e Lorenzo Roggi attuale presidente di Arezzo Casa, ha in calce la doppia firma, quella del Pm titolare dell'inchiesta, Andrea Claudiani e anche quella del procuratore capo pro tempore Luciana Piras.

Da Coingas si passa quindi alla questione della presidenza di Arezzo Multiservizi, la società partecipata dal Comune di Arezzo e dalla Fraternita che si occupa della gestione dei cimiteri aretini. E' proprio intorno a quel ruolo, alla nomina di Amendola come presidente, per "risolvere i problemi del Breda", che ruota l'indagine per corruzione che ha alla base la richiesta di aiuto di Bardelli per ottenere un mutuo. 

All'interno del pc di Sergio Staderini la Digos ha trovato due contenuti, ben identificati, il file "Amendola" e il file "Breda", lo storico soprannome con il quale è molto conosciuto il consigliere comunale Roberto Bardelli. 

In due occasioni infatti Staderini ha furtivamente registrato alcune conversazioni. La prima, quando, nella stessa stanza (anche se non si capisce bene in che sede siano) si sono trovati a parlare Staderini con il sindaco Ghinelli, Roberto Bardelli e Lorenzo Roggi. Dal decreto si evince che Bardelli, ha perorato, presso il sindaco, la causa di Luca Amendola esponente di Forza Italia, chiedendogli di nominarlo alla presidenza di Arezzo Multiservizi, Amendola, secondo quanto raccontato dagli altri, si sarebbe impegnato a spostare i conti della società pubblica presso uno sportello di un istituto di credito della provincia di Perugia grazie al quale sarebbe poi arrivato il prestito al consigliere, un mutuo bancario vero e proprio del valore di 200mila euro con il quale avrebbe alleviato alcuni problemi economici.

Nella prima registrazione, lui stesso si lamenta del fatto che poi questo tipo di aiuto non sarebbe mai arrivato.

La seconda, quando invece, la chiacchierata è tra lo stesso Staderini e il primo cittadino. Ed è proprio questa che è riportata nel decreto di perquisizione, con le parole pronunciate da Ghinelli nell'audio registrato a sua insaputa da Staderini.

".... mi hanno sempre detto nominalo, perché risolve i problemi al Breda, gli vuoi bene al Breda? Sì, allora nominalo."

Successivamente Ghinelli dice:

".... perché io vorrei che tu intervenissi su Amendola per dirgli di rispettare i patti, che però i patti esattamente non li sa nessuno, so solo che si era impegnato ad aiutarlo."

E ancora il sindaco dice:

"... poi lui mi ha detto parlane anche col Omissis, ma il Omissis dov'è? Non lo so, se ancora qui o in Calabria, ho telefonato al Omissis, che era in Calabria... ha fatto ovviamente il pesce in barile, un po' perché al telefono non voleva parlare, un po' perché è una testa di ca...."

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Sergio Staderini e il sindaco Ghinelli sono due degli esponenti politici, finiti nella prima parte dell'inchiesta, quella sulle consulenze d'oro di Coingas. Staderini da ex amministratore della società pubblica del gas che detiene le quote di Estra è indagato per peculato, sul sindaco invece la procura procede per favoreggiamento. Ma quello ormai è un altro capitolo.

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