Scandalo Coingas, la nomina di Macrì e le conversazioni registrate. Ghinelli: "Troppo ingombrante per restare qui"

I retroscena dell'inchiesta Coingas: ecco come la procura è arrivata a contestare a Ghinelli, Merelli, Staderini e Macrì il reato di abuso d'ufficio. E sulla nomina a presidente di Estra ci furono anche pareri negativi

E' tutto registrato in negli audio che la Digos ha trovato nel pc di Staderini. I retroscena della nomina di Macrì alla presidenza di Estra sono emersi così nell'inchiesta sullo scandalo Coingas. File che tracciano un percorso decisionale che secondo il pm Andrea Claudiani, titolare dell'inchiesta, sarebbe andato fuori dagli schemi. Perché Macrì era considerato "ingombrante" e Ghinelli non avrebbe gradito la sua presenza in ruoli chiave come quello di presidente del consiglio comunale. E nel corso di una riunione che Staderini pronuncia - e registra - la fatidica frase: "Ci rompe più i coglioni a Giunta o ci rompe più i coglioni a Estra?" e il sindaco Ghinelli risponde: "In giunta, per forza". Si sarebbe innescato così quel meccanismo che ha portato alla nomina che oggi costa l'accusa di abuso d'ufficio anche al sindaco Alessandro Ghinelli e all'assessore Merelli.

Il pm Claudiani, infatti, nelle 6142 pagine dell'inchiesta, sottolinea il fatto che Macrì prima di diventare presidente Estra, era consigliere comunale in forza a Fratelli d'Italia dal 2015 (anno dell'elezione di Alessandro Ghinelli sindaco), pertanto la nomina non sarebbe dovuta avvenire visto che "il conferimento di incarichi di amministrazione in enti privati in controllo pubblico, quale Estra era, a coloro che avessero rivestito nell'anno precedente la carica di consigliere comunale in Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti ed essendo il Macrì, alla data della nomina o comunque immediatamente prima, membro del consiglio comunale di Arezzo".

Un aspetto quello della legittimità giuridica che, stando alle carte della procura, sarebbe stato valutato a suo tempo e aggirato. Come? Con un parere della legale torinese Simona Rostagno, richiesto si ipotizza dallo stesso Macrì. Eppure c'era chi si espresse con parere contrario a questa nomina. A sollevare dubbi ci furono Marcello Comanducci (che sottolineò i "costi" della nomina che sarebbero arrivati a 500mila euro in pochi anni), Cesare Bircolotti e Donata Pasquini (avvocato di Ora Ghinelli che sottolineò l'aspetto giurdico dell'intero passaggio). Anche il segretario comunale dell'epoca, Diego Foderini, scrisse che quella nomina non si poteva fare. 

Alla fine però l'assemblea dei soci Coingas, costituita dai sindaci dell'Aretino presenti con partecipazioni pari al 92%, approvò l'indicazione di Staderini esprimendo una percentuale favorevole del 52% (per il sì votarono i comuni di Arezzo, Castiglion Fiorentino, Anghiari, Subbiano, Monterchi). L'astensione raggiunse il 40%, non ci fu nessun voto contrario. Proprio in quell'occasione Staderini dichiarò inoltre, che "il profilo di Francesco Macrì ha tutte le caratteristiche, sia per competenze manageriali, politiche, amministrative e istituzionali per ricoprire il ruolo di presidente di Estra funzionalmente al raggiungimento degli obbiettivi prefissati”. Alla fine, il 12 settembre del 2016 l'assemblea dei soci di Estra votò, e Macrì divenne presidente. Concretizzando quello che procura di Arezzo ha chiamato "accrocco politico"

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