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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca

Inchiesta baby gang: social, simboli e l'esplosione post Covid. Il caso Arezzo 1^ PARTE

Il disagio sociale e l'impennata di violenza giovanile del 2022. L'approfondimento basato sullo studio Transcrime

L'arresto del ventenne W.R. alias "Montana", poco più di un anno fa, ha reso manifesto un problema di cui da tempo si parlava ad Arezzo, quello delle baby gang. Già nel 2016 il fenomeno era finito (con l'allora consigliere Francesco Macrì) tra le interrogazioni del consiglio comunale. A lungo però sono mancate le denunce, perché le vittime coetanee dei membri delle gang erano terrorizzate dalle possibili ritorsioni. Fino a quando, prima della pandemia, si sono verificati episodi che hanno destato grande clamore: nel mirino ragazzini e non solo. Con autori sempre minorenni o appena maggiorenni. Poi il dramma del Covid. A seguito delle prime riaperture, però, i casi si sono moltiplicati. Abuso di alcol, rapine, atti di bullismo: nel corso del 2021 gli episodi si sono diventati numerosi, violenti e a volte del tutto insensati. E non solo ad Arezzo città, ma anche in provincia. L'arresto del trapper Montana, a capo della banda organizzata "Famiglia Montana", ha permesso di comprendere meglio il fenomeno cittadino, che tuttavia continua a persistere.

Quello delle baby gang non è peculiarità aretina, anzi. Nel corso del 2022 l'Italia intera ha visto una crescita importante della criminalità giovanile: +75% di rapine, +50% di percosse, +35% di omicidi, +65% di tentati omicidi, tutti commessi da minori, spiega Il Post. Qualche mese fa, per la prima volta, Transcrime, il centro di ricerca interuniversitario sulla criminalità transnazionale dell’Università Cattolica di Milano, Alma Mater Studiorum Università di Bologna e dell’Università degli Studi di Perugia, ha cercato offrire una panoramica dettagliata del fenomeno delle baby gang in Italia. E il rapporto analizza la situazione all'interno delle varie regioni e province italiane, la diffusione della criminalità legata alle baby gang, la tipologia, ricercando le origini del problema e indagando possibili soluzioni. Anche Arezzo, ovviamente, è presente nel rapporto.

I fattori dello sviluppo delle baby gang

"Diversi studi hanno evidenziato come la recente pandemia da Covid-19 abbia avuto un forte impatto sulla quotidianità dei ragazzi, causando un peggioramento delle condizioni oggettive e soggettive di benessere personale. Questa situazione si è innestata in un contesto già particolarmente critico che vede da diversi anni il nostro paese caratterizzato da difficoltà strutturali per i più giovani. Ne sono un esempio i significativi livelli di abbandono scolastico e le difficoltà nell’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro". Insomma, secondo Transcrime, le baby gang hanno attecchito e prosperato in un terreno per loro fertile, da prima del Covid.

La marginalità e il ruolo dei social

"Questi fattori hanno contribuito a esasperare situazioni di marginalità, disagio psicologico o esclusione sociale di giovani e giovanissimi che sono spesso alla base di comportamenti devianti o criminali", aggiunge il rapporto. Senza contare il ruolo dei social, che possono fungere da cassa di risonanza e quindi spingere coetanei all'emulazione, favorendo condotte devianti alla ricerca di approvazione. In ogni caso, puntualizza il rapporto, "i contorni del concetto di gang giovanile rimangono spesso incerti e tendono a comprendere diversi comportamenti o tipi di gruppi anche molto diversi tra loro".

Definizione di baby gang

In ogni caso una baby gang ha 5 caratteristiche peculiari: è formata da 3 o più ragazzi, è composta da minori o giovani adulti (under 24), ha una stabilità temporale, è coinvolta in attività criminali o devianti (anche se penalmente non rilevanti), può avere una struttura organizzativa, con simbologie o denominazioni identificative. Ci sono quattro differenti tipi di gang giovanili: gruppi senza una struttura definita, prevalentemente dediti ad attività violente o devianti; gruppi che si ispirano o hanno legami con organizzazioni criminali italiane; gruppi che si ispirano a organizzazioni criminali o gang estere; gruppi con una struttura definita ma senza riferimenti ad altre organizzazioni e dediti ad attività criminali specifiche.

I dettagli del rapporto Transcrime

I dati e le informazioni sulle gang giovanili in Italia sono stati raccolti con il supporto del Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno e degli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia.

gang-italia

Sopra e sotto due grafici tratti dal rapporto di Transcrime. Nell'Aretino è stata dichiarata la presenza di baby gang in provincia tra il 2019-2021, nonché un incremento della presenza nel corso degli ultimi 5 anni.

aumento baby gang negli ultimi 5 anni

Chi fa parte delle baby gang?

Le gang giovanili sono principalmente composte da meno di 10 individui, in prevalenza maschi e con un’età compresa fra i 15 e i 17 anni. "I membri sono italiani, mentre gruppi formati in maggioranza da stranieri o senza una nazionalità prevalente sono meno frequenti", spiega il rapporto. Fattori identificativi sono la gravità e la ripetitività dei reati commessi. "I dati - aggiunge Transcrime - hanno anche evidenziato situazioni di marginalità o disagio socioeconomico per molti dei componenti delle gang giovanili. Tuttavia questa condizione non è sempre presente, specialmente per alcuni gruppi a prevalenza italiana. É utile notare come queste caratteristiche siano influenzate dal contesto sociale, culturale ed economico e quindi varino a seconda delle diverse aree del paese. Ad esempio, le gang giovanili composte in prevalenza da stranieri di prima o seconda generazione sono più frequenti nel Nord del paese rispetto alla media nazionale. Mentre situazioni socioeconomiche di marginalità e disagio sono evidenziate in prevalenza nelle regioni del Sud".

I reati più commessi sono quelli violenti come risse, percosse e lesioni, atti di bullismo, disturbo della quiete pubblica e atti vandalici. Meno frequente è invece il coinvolgimento in estorsioni, disturbo della quiete pubblica o furti o rapine in abitazione. "Tra i reati appropriativi, furti e rapine in pubblica via sono quelli rilevati in misura maggiore rispetto alle altre fattispecie di furti e rapine prese in considerazione. Questo evidenzia la natura spesso occasionale di queste azioni. I coetanei tra i 14 e i 18 anni sono le vittime più frequenti di questi gruppi", aggiunge il rapporto. Le gang giovanili, infine, sono maggiormente attive nelle ore pomeridiane e serali, durante il fine settimana e particolarmente nella stagione estiva. "Questi risultati sono coerenti con i momenti nei quali i giovani sono meno impegnati in attività scolastiche o di altro tipo", spiega Transcrime.

FINE PRIMA PARTE | Continua domenica 27 maggio

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