Inaugurazione nuovo ponte di Genova. Le famiglie delle vittime: "Ecco perché non ci saremo"

A parlare sono i parenti dei 43 deceduti nella tragedia che si è consumata il 14 agosto del 2018. Nel crollo hanno perso la vita anche due giovani aretini

Non prenderanno parte alla cerimonia di inaugurazione perché "quel luogo non può essere parte di noi". Sono i parenti delle vittime decedute nel crollo del Ponte Morandi a dare annuncio della propria scelta. A distanza di due anni da quel terribile 14 agosto, giorno in cui persero la vita 43 persone tra cui gli aretini Stella Boccia (24 anni) e Carlos Jesus Eraso Trujillo (27 anni), ecco che la Liguria e l'Italia sono pronti ad accogliere la nuova opera realizzata in tempi record.

Così come riporta GenovaToday, nell'articolo di Andrea Barsanti, la decisione, e la dichiarazione, sono arrivate dopo un’assemblea che si è tenuta giovedì sera: "È stato complesso riuscire a gestire i sentimenti contrastanti che affollavano la nostra mente, infatti le emozioni che la crescita di questa nuova struttura hanno suscitato in noi sono sempre state molto forti, come potrete immaginare - scrive Egle Possetti, portavoce del comitato, che nella tragedia del 14 agosto ha perso la sorella Claudia, il cognato Andrea e i nipoti Camilla e Manuele - È stato molto difficile assistere in questi mesi alle molte cerimonie e come abbiamo sempre sostenuto, per l’origine “indegna” che ha avuto questa costruzione, il nostro cuore e quello di molti cittadini ha sempre sperato in un’inaugurazione sobria, infatti da sempre pensiamo che i motivi di festeggiamento dovrebbero essere altri".

Possetti ricorda la battaglia portata avanti dal comitato per evitare di trasformare l’inaugurazione in una festa a enorme coperture mediatica, sottolineando la loro disponibilità ad acconsentire, invece, a un concerto di musica classica firmato dall’orchestra del Carlo Felice:  "A un certo punto si era generata una tale confusione nell’informazione che per tutti penso sia stato difficile dipanare la matassa. Per noi purtroppo la ricostruzione del ponte, che dovrebbe unire nuovamente la città, non riuscirà mai a ricostruire quello che abbiamo perso, il lavoro che è stato fatto è molto, le persone che hanno operato nella ricostruzione meritano il nostro rispetto, ma questo ponte per noi ha un significato ben preciso che ci strazia il cuore. Saremo onorati che nella cerimonia siano nominate le nostre vittime, che meritano un posto in prima fila, ma come Comitato non parteciperemo alla cerimonia di inaugurazione, quel momento in quel luogo non può essere parte di noi - conclude a nome dei parenti - Al sindaco Bucci abbiamo richiesto un momento intimo di inaugurazione del “Cerchio dei 43 alberi” che sarà installato sotto al ponte, questo sarà il primo abbozzo del Memoriale in ricordo delle vittime, in quel luogo sentiamo la presenza del nostro cuore ed il sindaco ci ha dato la massima collaborazione per organizzarlo. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuti e che ci sosterranno in futuro perché nessun nuovo ponte possa cancellare quello che è stato".

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