Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

In 200 da Arezzo a Tirrenia per un tuffo: mare mosso, rischiano di affogare. Catena umana per salvarli

Duecento persone partite da Arezzo e arrivate al mare per un tuffo rinfrescante non avevano fatto i conti con le acque mosse della giornata tirrenica di metà agosto: così alcuni di loro si sono trovati in seria difficoltà, spinti al largo dal...

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Duecento persone partite da Arezzo e arrivate al mare per un tuffo rinfrescante non avevano fatto i conti con le acque mosse della giornata tirrenica di metà agosto: così alcuni di loro si sono trovati in seria difficoltà, spinti al largo dal vento. Si è messa in moto la macchina dei soccorsi ed è stato anche necessario formare una catena umana per trarre dalle acque agitate alcuni dei bagnanti che rischiavano di annegare. L'impegno dei guardaspiaggia è stato esemplare e non ci sono state gravi conseguenze. L'episodio ha visto protagonisti, loro malgrado, alcuni turisti di origine bengalese residenti ad Arezzo che hanno provato a fare il bagno, tre giorni fa, nel mare di Tirrenia, nel comune di Pisa. Il loro salvataggio è stato raccontato dal Tirreno.

Sono scesi in 210 da tre pullman partiti da Arezzo. Turisti bengalesi che si sono buttati in mare con la bandiera rossa, senza saper nuotare e non parlando una parola di italiano. Sabato pomeriggio da incubo per i bagnini del Bagno degli Americani di Tirrenia, per l'occasione aiutati nei continui salvataggi anche dai colleghi del Lido del Carabiniere. I guardaspiaggia in alcuni momenti hanno perfino formato una vera e propria catena umana, per impedire ai vacanzieri stranieri, di stanza in Toscana, di dirigersi verso la secca, visto che altrimenti la corrente li avrebbe trascinati al largo mettendone a serio rischio l'incolumità. "Erano nostri clienti - rivela uno dei titolari del Bagno degli Americani, Alberto Gabbrielli - e i bagnini si sono buttati in mare per evitare che affogassero, visto che non sapevano nuotare".

I vacanzieri, arrivati sulla costa la mattina, avevano fatto una visita all'acquario di Livorno, per poi dirigersi, intorno alle 13, in spiaggia nel Pisano. Poi i momenti di panico a metà pomeriggio, acuiti dal fatto che le persone che richiedevano aiuto non sapevano parlare bene italiano. Si è buttato in mare per anche il sergente maggiore della 46esima Brigata aerea Marco Feoli di Ponsacco, già protagonista di un eroico salvataggio in acqua e per questo premiato. E' intervenuta sul posto, inoltre, la capitaneria di porto di Marina di Pisa.

@MattiaCialini

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