Cronaca

Imprenditore dell'oro al nero scoperto dalla Finanza: aveva murato 150mila euro nel recinto di casa

L'uomo, un sessantenne della provincia, era già finito nel mirino degli inquirenti nel 2018, a più riprese, subendo sequestri di oro, argento e contanti. Nel 2020 i finanzieri lo hanno seguito di nuovo, supponendo che l'attività irregolare non fosse terminata

Operazione della Guardia di Finanza di Arezzo contro l'esercizio abusivo dell'attività di Compro oro. Nella rete delle indagini delle fiamme gialle è caduto un imprenditore aretino, da tempo sotto osservazione, che, secondo le accuse, avrebbe messo in piedi un'impresa completamente in nero. L'uomo, un sessantenne della provincia, era già finito nel mirino degli inquirenti nel 2018, a più riprese, subendo sequestri di oro, argento e contanti. Nel 2020 i finanzieri lo hanno seguito di nuovo, supponendo che l'attività irregolare non fosse terminata. E le risultanze dell'indagine dicono che - pur avendo chiuso la partita iva per l'esercizio della professione anni prima - avrebbe continuato ad esercitare senza autorizzazione. Complessivamente, nel corso dei mesi, sono stati sequestrati all'uomo beni per un valore di 250mila euro. Tra questi anche 150mila euro in contanti, che sono stati trovati nascosti nella recinzione di casa, murati all'interno. L’operazione di polizia giudiziaria è stata svolta dal settore dei reati fiscali ed economici della Finanza aretina sotto la direzione del Procuratore della Repubblica di Arezzo, Roberto Rossi.

La ricostruzione delle fiamme gialle

Nel 2018, come detto, erano stati sequestrati 16 chili di metalli preziosi, tra oro ed argento, sprovvisti della documentazione in grado di giustificarne il possesso, l’origine e la tracciabilità. E così i militari hanno monitorato a lungo l’imprenditore, seguendolo in maniera discreta e, in due distinte occasioni, lo hanno sorpreso immediatamente dopo aver effettuato acquisti “in nero”. L’autorità giudiziaria, sulla scorta degli ulteriori elementi raccolti, ha autorizzato l’esecuzione di una perquisizione nel domicilio dell’indagato, nel corso del quale è stato rinvenuto denaro contante, oltre 150mila euro, di non chiara origine, abilmente nascosto all’interno di un vano ricavato nel muro di recinzione della proprietà, con tanto di fodera interna in legno e una serie di tubicini per evitare che le banconote si sciupassero con l'umidità.

L'ipotesi della confisca

E' iniziata così la ricostruzione dell’intera rete di approvvigionamento e di vendita dei metalli preziosi, i militari sono riusciti a confermare la tesi investigativa che ha permesso di supportare l’emissione di un provvedimento di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, che ha riguardato proprio il denaro contante trovato nel corso delle attività di polizia giudiziaria. "L’operazione conclusa dalla Guardia di Finanza di Arezzo - spiegano dal comando - rientra tra le attività del corpo tese a contrastare i fenomeni di illegalità e di concorrenza sleale e si svolge, in particolare, a tutela degli imprenditori che agiscono nel rispetto delle regole e che operano in comparti di rilievo per l’economia provinciale, come nel caso del settore orafo". 

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