Il tribunale dà ragione a Nuove Acque e torto agli obbedienti per la seconda volta. Morini: "Sorpreso"

Bocciato anche il secondo ricorso. Le due famiglie aretine “obbedienti” che aderiscono alla protesta del comitato Acqua pubblica e che hanno subito il distacco del servizio da parte di Nuove Acque, hanno perso in sede civile. Chiedevano di...

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Bocciato anche il secondo ricorso. Le due famiglie aretine “obbedienti” che aderiscono alla protesta del comitato Acqua pubblica e che hanno subito il distacco del servizio da parte di Nuove Acque, hanno perso in sede civile. Chiedevano di riottenere il servizio per fabbisogno minimo vitale: ieri il parere negativo del giudice sul secondo caso, che arriva dopo la prima, identica, sentenza.

La battaglia delle due famiglie, una di San Leo e una di Le Poggiola, coordinata dal Comitato Acqua Pubblica, è portata avanti applicando un’auto-riduzione della bolletta dell’acqua, decisa come conseguenza dell’esito del referendum sull’acqua pubblica del 2011.

La richiesta di riallaccio immediato avanzata per garantire acqua per fabbisogno familiare è stata negata, perché, anche in questo caso, il giudice ha interpretato la legge secondo cui la quota minima idrica sarebbe dovuta a coloro che sono morosi incolpevoli, ovvero non abbienti.

Stiamo valutando il da farsi – commenta Gianfranco Morini, del comitato Acqua pubblica -, ma è sorprendente che non sia garantito il minimo d'acqua alle famiglie. Adesso bisogna stabilire se andare avanti con la protesta e confidare nell'Appello, oppure se pagare e proseguire la battaglia giudiziaria senza il disagio, per le famiglie, della mancanza d'acqua in casa.

Le due famiglie sono senza servizio idrico dallo scorso 30 marzo. "Riescono a sopperire al disagio con taniche d'acqua calda, oppure sfruttando l'utenza di altri familiari. Inoltre, abbiamo messo a disposizione il camper del comitato, per fare la doccia calda", chiude Morini.

Il commento di Nuove Acque

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Nel merito, i giudici hanno ritenuto la non sussistenza dei presupposti che possano giustificare l’immediato ripristino della fornitura di acqua ai due ricorrenti, riconoscendo la legittimità dell’operato di Nuove Acque nella gestione delle morosità secondo la normativa vigente. Per un caso specifico, inoltre, il Tribunale ha deciso che incontestabilmente Nuove Acque non stia "in alcun modo pretendendo una tariffa identica a quella antecedente al referendum abrogativo” ma "una tariffa che è del tutto conforme alla normativa secondaria di settore”, ritenendo condivisibile come giurisprudenza di merito la sentenza del TAR Lombardia (779 e 780, 26 marzo 2014) che ha riconosciuto che le attuali tariffe del servizio idrico integrato sono legittime, coerenti con l’assetto normativo vigente e rispettose dell’esito del referendum del 2011. Nuove Acque vede così riconosciuta la legittimità del proprio operato, riguardo cui non ha mai dubitato in quanto assolutamente conforme alle direttive dell’Autorità Idrica Toscana, alle quali il gestore da sempre si attiene e sempre si atterrà anche in futuro. La società auspica che possa terminare la campagna di auto-riduzione dei cosiddetti “obbedienti” e porre così fine a una situazione irrispettosa della stragrande maggioranza dei clienti che pagano puntualmente il servizio erogato. La società invita la clientela a rivolgersi al call center e alle agenzie territoriali per tutte le informazioni sulle tariffe, agevolazioni tariffarie per reddito inferiore ISEE agli 8.030 euro annui e rateizzazione degli importi.

@MattiaCialini

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