Guerrina, la difesa: "Vista viva nell'ora dell'omicidio. Diceva di voler finire sotto un ponte. Gratien innocente."

"Quel giorno cinque persone hanno visto Guerrina Piscaglia sulla marecchiese tra le 14,15 e le 14,45.  Le loro parole dimostrano che non può essere morta nell'orario indicato dall'accusa. Come possono questi testimoni essere tutti giudicati...

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"Quel giorno cinque persone hanno visto Guerrina Piscaglia sulla marecchiese tra le 14,15 e le 14,45. Le loro parole dimostrano che non può essere morta nell'orario indicato dall'accusa. Come possono questi testimoni essere tutti giudicati inattendibili, falsi? E' questo un ragionevole dubbio. E non si può affermare che Guerrina sia stata uccisa tra le 13,46 alle 14,20". Esordisce a spada tratta Francesco Zacheo, uno degli avvocati di Padre Graziano, nell'arringa conclusiva del processo che vede sul banco degli imputati Gratien Alabi, il religioso di origini congolesi, accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere in seguito alla scomparsa della 50enne di Ca' Raffaello, avvenuta il 1 maggio del 2014.

E proprio sul ragionevole dubbio, come annunciato nei giorni scorsi, hanno insistito in una lunghissima arringa (si sta protraendo da circa 5 ore) i due legali.

"Solo Gratien Alabi è indagato - ha sottolineato Riziero Angeletti -, secondo l'accusa avrebbe fatto tutto da solo. Senza terze persone. E scatta qui un altro ragionevole dubbio". L'intera esposizione è votata a smontare l'impianto accusatorio costruito dal pm Marco Dioni, che nella sua requisitoria ha chiesto una condanna a 27 anni di reclusione.

PROCESSO INDIZIARIO

A partire dal tipo di processo che si sta celebrando: "Questo - ha sottolineato Angeletti - è il processo indiziario più indiziario che sia stato preso in considerazione".

Il legale parla dell'immagine del suo assistito trasformata dai media, e poi fa riferimento al fatto che Gratien non è stato sospeso dal suo incarico ecclesiastico: "Ma voi pensate - ha detto l'avvocato rivolto ai giudici popolari della Corte d'Assise - che non abbia subito un processo interno? Pensate che diocesi, vescovo, il Papa stesso,non abbiano riflettuto su questo? Il dato oggettivo è che padre Graziano sta qui a dire messa ancora, non è stata richiesta nessuna sospensione a divinis".

UN GESTO ESTREMO DI GUERRINA?

E poi Angeletti propone la sua ricostruzione alternativa. Fa riferimento alle risposte date dai testi al pm durante le udienze: "Ci sono più testimoni - dice - che riportano come Guerrina avesse manifestato l'idea di un gesto estremo o di un allontamento. Quel 1 maggio, ha raccontato l'amica con la quale ha parlato, Guerrina aveva gli occhi gonfi di lacrime, disse che era una brutta giornata, una giornata triste, che se avesse potuto sarebbe sparita. Anche sotto a un ponte". E' questa l'altra verità che la difesa ha cercato di far emergere dagli atti processuali. La stanchezza di un rapporto matrimoniale usurato, le quotidiane difficoltà con Mirko e la sua dipendenza dall'alcol, avrebbero spinto la donna a pensare di allontanarsi.

LE INDAGINI

Nel pomeriggio la lunga analisi della difesa sulle indagini condotte dai Carabinieri. L'intento della difesa è quello di dimostrare che non è stato Gratien a depistarle e a ritardarne l'avvio. Angeletti in più occasioni punta il dito contro Mirko: "E' stato lui il primo a dire che Guerrina se ne era andato con l'ambulante di Gubbio, lo ha detto al maresciallo Rizzo". E poi lancia una serie di interrogativi, nell'intento di consolidare quello che è il ragionevole dubbio: "Perché la testimone di Novafeltria viene sentita solo tre mesi e mezzo dopo? Perché non si è cercato qualche esempio di scrittura di Guerrina per confrontarlo con i messaggi?". Quindi i dubbi sul ritrovamento del trolley durante la perquisizione nella stanza di Gratien: "Perché nelle foto acquisite della perquisizione non ci sono immagini di quella stanza e di quel trolley? Chi ce lo ha messo?". E ancora sulle tracce di sangue ritrovate nel garage di casa Alessandrini: "Perché non è stata approfondita l'analisi del dna? Se non fosse appartenuto a nessuno della cerchia di conoscenze degli Alessandrini, ma ad un altro uomo? Padre Graziano si era offerto spontaneamente di lasciare un suo campione di saliva".

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