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Guerrina, il legale di Mirko: "Corte quantifichi risarcimento". Gratien alle telecamere: "Non mi frega niente"

"Guerrina dal 1 maggio 2014 se n'è andata: è andata a vivere nella città delle ombre. 35mila persone abitano questo luogo, di questi 1100 sono toscani". Con queste suggestive parole Nicodemo Gentile, avvocato che rappresenta l'Associazione...

"Guerrina dal 1 maggio 2014 se n'è andata: è andata a vivere nella città delle ombre. 35mila persone abitano questo luogo, di questi 1100 sono toscani". Con queste suggestive parole Nicodemo Gentile, avvocato che rappresenta l'Associazione Penelope ha aperto l'udienza, una delle ultime, del processo per l'omicidio di Guerrina Piscaglia. Unico imputato padre Gratien Alabi. Oggi nell'aula Graverini della Vela, sono state le parti civili a fare la loro parte. Le loro richieste sono arrivate forti e chiare: la condanna innazitutto. E poi risarcimenti economici.

Il religioso durante la mattinata ha ascoltato, scrollato la testa, scambiato sguardi con i suoi legali. All'arrivo, claudicante, ha cercato di dribblare le telecamere. I giornalisti gli hanno chiesto come si sentiva, gli hanno fatto notare che ci sarebbero stati i parenti presenti in aula. "Non mi frega niente" ha risposto lapidario.

Una frase che l'avvocata Rinaldi, che rappresenta le nipoi di Guerrina, ha riportato di fronte alla Corte.

Il primo a prendere la parola è stato Nicodemo Gentile, dell'Associazione Penelope. Parole pesanti, pronunciate senza remore, per delineare il profilo dell'imputato: "Affetto dalla bugiardite, ha detto bugie che si sono alimentate di altre bugie. E' stato inchiodato dai suoi messaggi e dalle sue telefonate. E' un personaggio boccaccesco, un gaudente, dedito ai piacere della carne e dell'alcol. E' sicuramente un prete a statuto speciale. Per il suo modo di essere. Quest'uomo andava sospeso da ogni incarico ecclesiastico. Doveva esere avviata una procedura per una sua riduzione allo stato laicale". Quindi la richiesta di condanna e di un risarcimento di 15 mila euro. Poi il legale di Mirco e Lorenzo Alessandrini. Un'intervento di oltre un'ora: "I miei assistiti hanno avuto i danni più gravi dalla scomparsa di Guerrina - ha detto Nicola Detti - Ancora non è stata pronunciata una sentenza di condanna per l'imputato: mi auguro venga pronunciata il 24 ottobre, giorno del compleanno di Guerrina. Una condanna intanto i miei clienti l'hanno già avuta: stanno vivendo un ergastolo una pena perpetua, non avranno mai più un sorriso o un buongiorno da parte di Guerrina". Poi rivolto alla corte mostra due immagini di Lorenzo, il figlio speciale di Mirko e Guerrina e spiega: "Ve le mostro, perché quando entrerete in camera di consiglio, pronuncerete una condanna non solo in nome del popolo italiano, ma anche in nome di Lorenzo". Non è entrato però nel merito della quantificazione del danno, che con ogni probabilità potrà essere fatta in altra sede. "Per noi la verità - ha proseguito Detti - è che Alabi ha ucciso Guerrina Piscaglia e ne chiediamo la condanna. Premesso che qualsiasi somma non permetterà ai miei assistiti di avere un risarcimento, lasciamo alla Corte la valutazione della cifra". "Questa tragedia - ha invece sottolineato l'avvocato Leonardi, che rappresenta le sorelle di Guerrina - che ha comportato un tormento incredibile per la famiglia Piscaglia. A Guerrina non è stata data una degna sepoltura. Non è stato consentito ai parenti di portare un fiore alla tomba. Questa è una vera e propria crudeltà che va valutata anche sul piano sanzionatorio".
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