Cronaca

Guerrina, 4 anni senza traccia: dal ricorso di Gratien al dna nella banca dati nazionale. E per il Comune è ancora viva

Quattro anni senza traccia. Quattro anni di ricerche, ma anche di udienze e sentenze. Oggi, 1 maggio, ricorrono quattro anni dalla scomparsa di Guerrina Piscaglia, la mamma di Ca' Raffaello che in un pomeriggio di festa si allontanò dalla propria...

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Quattro anni senza traccia. Quattro anni di ricerche, ma anche di udienze e sentenze. Oggi, 1 maggio, ricorrono quattro anni dalla scomparsa di Guerrina Piscaglia, la mamma di Ca' Raffaello che in un pomeriggio di festa si allontanò dalla propria abitazione per una passeggiata e non fece più ritorno. In seguito alla sua scomparsa un religioso, padre Gratien Alabi, è stato condannato per omicidio e distruzione di cadavere. La condanna è stata emessa in primo grado dal Tribunale di Arezzo (il 24 ottobre del 2016, giorno del compleanno di Guerrina) e confermata in Appello dalla corte fiorentina (25 anni, lo scorso 14 dicembre).

E proprio nei giorni scorsi, a ridosso del triste anniversario, i legali del sacerdote congolese, Riziero Angeletti e Francesco Zacheo, hanno presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza pronunciata dalla Corte d'appello.

RICORSO DI PADRE GRATIEN

Il ricorso conta circa 200 pagine. La storia riscritta dai legali punta su elementi che sono stati al centro dei precedentiu procedimenti: indizi e deduzioni a fronte di un corpo mai ritrovato. Secondo il collegio difensivo infatti, i numerosissimi contatti telefonici ed sms tra il sacerdote e la casalinga, sarebbero falsati dalle difficoltà di comunicazione presenti nella zona; l'accusa di aver usato il cellulare di Guerrina dopo la scomparsa non sarebbe valida, perché i cellulari avrebbero dovuto essere sequestrati; e poi l'interrogatorio reso in carcere, quello nel quale emerge la fantomatica figura di zio Francesco, dovrebbe essere cancellato (il religioso ha affermato in aula di fronte alla Corte d'Assise che gli furono somministrati medicinali che in quell'occasione lo avrebbero reso confuso).

IL DNA DI GUERRINA NELLA BANCA DATI NAZIONALE

Intanto arriva una novità sul fronte delle indagini, proprio nei giorni scorsi il commissario di Governo per le persone scomparse ha chiesto alla procura di Arezzo di mettere a disposizione il Dna di Guerrina per essere inserito all'interno della Banca dati nazionale. Il codice genetico della donna durante le indagini fu prelevato dal rossetto e dallo spazzolino da denti che utilizzava. L'obiettivo è quello di rendere più semplice, per in caso di ritrovamento di resti, la verfica. VIVA PER IL COMUNE Non essendo stato trovato il corpo, per l'anagrafe del Comune di Novafeltria, Guerrina risulta viva. E così nei giorni scorsi i familiari della donna si sono visti recapitare la cartella per il pagamento dell'Imu relativa alla casa ereditata dai genitori insieme alle sorelle. Un'imposta da 150 euro, che però lascia perplessi vista la drammaticità dell'ìntera vicenda. Così i familiari hanno fatto presente al Comune la singolarità della situazione, ma molto probabilmente la cartella in scadenza a giugno dovrà essere pagata.

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