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Vaccini anti-Covid: madre e figlia nel limbo dei fragili, iscritti, ma senza codice. La storia di Gea

Gea ha un certificato d'invalidità per obesità grave e linfedema agli arti inferiori e anche la sua mamma rientra nella categoria B delle persone fragili

"Ero pronta per la prenotazione, per la mamma e poi per me, ma mi sono subito bloccata di fronte alla prima schermata, perché nonostante la nostra iscrizione al portale nella categoria dei vulnerabili, non abbiamo mai ricevuto il codice di accesso che serve per la prenotazione del vaccino".

Questo un caso tipico di chi, e non sono pochi, ancora non ha visto sbloccare la propria pratica e quindi si trova fermo in un limbo: "Non chiediamo nulla di più di quello che ci riconoscono per diritto, non siamo qui a scalpitare, ma a chiedere trasparenza nelle procedure e qualche certezza che ad oggi questo sistema informatizzato non ti dà."

A parlare per raccontare la duplice storia è la 43enne aretina Gea Testi: "Ovviamente nonostante io abbia effettuato la registrazione nella categoria B delle persone vulnerabili in data 16 marzo (andata a buon fine come da sms della Regione), non mi è mai stato comunicato il codice di prenotazione, per cui sono assolutamente impotente di fronte a tutto questo."

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Gea ha un certificato d'invalidità per obesità grave e linfedema agli arti inferiori e anche la sua mamma rientra nella categoria B delle persone fragili. "E' stato il nostro medico di base a confermarmi che quello era il nostro percorso, ma dalla Regione ci hanno mandato un sms che la nostra posizione è in fase di verifica, va bene, aspetto, non pretendo di essere vaccinata nell’immediato, però quando hanno riaperto il portale per le persone già scritte che potevano accedere alle vaccinazioni nonostante fossi in regola non ho potuto prenotare il vaccino per nessuna di noi due. Dal 16 marzo sono bloccata senza nessun tipo di risposta."

Una sensazione di impotenza di fronte al sistema: "E' evidente che c'è una falla che ci ha fatto finire in un limbo dove non hai più la possibilità di avere notizie sullo stato e le modalità di questa verifica."

Così mercoledì sera quando nel portale prenota vaccini della Regione si è di nuovo accesa la spia verde delle dosi disponibili un altro impatto con la realtà: "Alla prima schermata mi sono bloccata, ad alcuni il nuovo codice di 8 cifre era arrivato poche ore prima, ma poi non funzionava e allora hanno utilizzato quello vecchio. Insomma una gran confusione che non aiuta in questo difficile periodo. Io dico che serve trasparenza per le persone che sono ferme in questo limbo in mano ad un sistema informatico."

Il senso di impotenza riguarda in primo luogo la posizione della mamma di Gea: "Ha 73 anni e una condizione di fragilità, vive da sola, non ha internet, quindi dipende da me la sua vaccinazione. La nostra dottoressa ci ha detto che non può fare Astrazenenca e così anche lei è finita in lista in posizione di verifica. E per lei sono più preoccupata."

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