Gara Tpl, inammissibile la causa civile della Regione contro il consorzio di cui fa parte Tiemme

La causa intentata per imporre al consorzio One Scarl (Mobit) il trasferimento immediato degli immobili e dei bus ad Autolinee toscane spa, aggiudicataria della gara. Rossi: "Faremo un reclamo"

Il tribunale civile di Firenze ha dichiarato inammissibile la causa civile intentata dalla Regione Toscana per imporre al consorzio One Scarl (Mobit, consorzio che comprende anche Tiemme che gestisce il servizio in provincia di Arezzo), attuale gestore del trasporto pubblico su gomma regionale, il trasferimento immediato degli immobili e dei bus ad Autolinee toscane spa, aggiudicataria della gara. Lo riferisce l'agenzia Ansa: "Secondo quanto appreso, il giudice avrebbe dichiarato di non avere titolo per decidere sulla questione, considerata di competenza del giudice amministrativo".

Il commento di Enrico Rossi

E a seguito della decisione, arriva la nota del Governatore Enrico Rossi, secondo il quale "l’ordinanza del Tribunale civile non mette in discussione, anzi conferma, il contratto che è stato stipulato per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico locale alla società Autolinee toscane, che ha vinto regolarmente la gara".

E così la Regione adesso verificherà le motivazioni in base alle quali il Tribunale ha detto di non essere competente in materia "e si riserva, attraverso la propria avvocatura, di valutare un reclamo al Collegio. Nello stesso tempo sollecita la società Autolinee toscane ad intraprendere tutte le iniziative per rientrare in possesso dei beni e dei depositi per iniziare il servizio".

Il presidente fa infine presente come "si stia perdendo altro tempo, con un ulteriore aggravio dei costi, a causa dell’atteggiamento ostruzionistico del raggruppamento Mobit. In tempi come questi poter disporre di 2 milioni di risorse in più ogni mese sarebbe utilissimo, vista la necessità di ampliare i servizi a favore dell’utenza scolastica, in occasione della riapertura delle scuole". Per questo, l’augurio del presidente della Toscana è che "quanto prima si giunga alla definizione del contenzioso".

Il commento di Mobit

"Il consorzio One e le aziende consorziate hanno appreso con soddisfazione e la decisione del Tribunale di Firenze che ha respinto il ricorso d’urgenza proposto dalla Regione Toscana. Secondo il Tribunale - recita una nota - è inammissibile la richiesta formulata al giudice ordinario dalla Regione di mettere a disposizione di Autolinee Toscane i bus e gli immobili necessari allo svolgimento del servizio. Il Giudice, Dr.ssa Ilaria Benincasa, accogliendo le eccezioni formulate dai legali del consorzio One, ha ritenuto non sussistere la giurisdizione del giudice ordinario, né il diritto di agire in capo alla Regione Toscana per la richiesta di messa a disposizione dei beni e comunque non sussistere alcun pericolo imminente e irreparabile per adottare il provvedimento di urgenza. Viene respinta così l’ennesima forzatura operata dalla Regione Toscana volta a realizzare il passaggio dei beni ancor prima che il Consiglio di Stato si pronunci sull’aggiudicazione ad AT all’udienza fissata per il prossimo 8 ottobre, cioè tra poco più di 30 giorni, e di fronte a sostanziali novità scaturite dall’indagine penale aperta dalla Procura della Repubblica di Firenze. Non bastano i maldestri tentativi del Presidente Rossi di interpretare a suo vantaggio quello che è un chiaro provvedimento di rigetto sotto vari profili. Un provvedimento che non si pronuncia in alcun modo sulla legittimità del contratto di servizio tra Regione e Autolinee Toscane, che rigetta la richiesta della Regione e che la condanna pagamento delle spese legali per l’ingente ammontare complessivo di circa 80mila euro. One rinnova l’appello al buon senso e al rispetto del principio di buona amministrazione: si attenda la conclusione dei procedimenti pendenti senza operare altre forzature. Si privilegi la continuità del servizio predisponendo un atto d’obbligo plurimensile che agevoli l’ordinato avvio delle scuole nel momento più complicato dal dopoguerra a oggi. Ove ciò non avvenisse, e la Regione proseguisse sulla incomprensibile strada fin qui seguita, One e le sue consorziate, molte delle quali aziende di proprietà dei Comuni toscani, continueranno a difendere i diritti e gli interessi della collettività".

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