Tredici anni fa l'omicidio Sandri

Tanti i tifosi che hanno lasciato negli anni un ricordo nell'area di servizio di Badia al Pino

Sono passati 13 esatti dall'omicidio di Gabriele Sandri, il tifoso laziale che perse la vita nell'area di servizio di Badia al Pino Est a causa di un proiettile esploso dall'agente di polizia Luigi Spaccarotella, condannato nel 2010 a 9 anni e 5 mesi con l'accusa di omicidio volontario, declassando il dolo ad eventuale.

La giornata di oggi, da quell'11 novembre 2007 in poi, non è mai stata dimenticata e non solo negli ambienti del tifo organizzato. Una giornata che, limitazioni Covid a parte come in questo periodo, ha sempre visto varie tifoserie italiane e non solo fermarsi nell'area di sosta di Badia al Pino Est. Chi ha lasciato un adesivo, chi un mazzo di fiori, chi una sciarpa. Questa mattina ad esempio un mazzo di fiori è stato lasciato all'ingresso del casello di Arezzo. Ormai da tempo quella piccola area di servizio è diventata meta di pellegrinaggio da parte di tifosi, non solo italiani, come fecero gli Schickeria del Bayern Monaco di ritorno da una trasferta a Roma.
La stele venne svelata l'11 novembre 2011 alla presenza dei molti gruppi del tifo organizzato arrivati da tutta Italia.

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Gli scontri nell'area di servizio e lo sparo

Sandri dopo una serata di lavoro si stava dirigendo a Milano insieme ad altri amici, tifosi come lui della Lazio. Nell'area di servizio vennero a contatto con un gruppo di juventini. Ne nacque una collutazione. Dall'altra parte dell'autostrada, nell'area di servizio di Badia al Pino Ovest era presente una pattuglia della polizia stradale, con a bordo Luigi Spaccaratella. L'agente saprò due colpi per intimorire i due gruppi venuti a contatto.
Un proiettile venne esploso in aria, il secondo raggiunse dall'altra parte dell'autostrada Gabriele Sandri colpendolo al collo. Morì sul colpo.
Alla notizia dell'uccisione del giovane venne rinviata Inter-Lazio ma in altri impianti si verificarono incidenti e disordini causati dalle tifoserie in segno di protesta.
Tre giorni più tardi (il 14 novembre) venne celebrato il funerale nella chiesa di San Pio X a cui prese parte tutta la squadra della Lazio e per la Roma il capitano Francesco Totti insieme al tecnico Luciano Spalletti.

Il processo e la sentenza

Nel 2009 Luigi Spaccarotella venne condannato a 6 anni di reclusione per omidicio colposo con colpa cosciente. In appello la pena detentiva venne estesa a 9 anni e 5 mesi con l'accusa di omicidio volontario, declassando il dolo ad eventuale. Spaccarotella venne trasferito nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere. Nel 2017 ha ottenuto la semilibertà e oggi è un uomo libero dopo aver scontato la condanna inflittagli.

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