Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Raffica di colpi, auto di lusso nel mirino: arrestato membro della banda

L’uomo è stato controllato dai Carabinieri nei pressi di Siena, a bordo di un carroattrezzi, sul cui carrello era stato posizionato un Range Rover, risultato rubato poche ore prima da un concessionario di Empoli

Immagine tratta da PIxabay

Ci sono novità rispetto all'operazione Driver, di cui si era parlato poco meno di due mesi fa, quando il Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di San Giovannni Valdarno aveva disarticolato un gruppo criminale dedito ai furti di autovetture di lusso in tutto il centro Italia.

Nel corso dell’indagine erano stati censiti svariati colpi, in provincia di Arezzo, nel resto della Toscana e in Emilia Romagna, e i movimenti del gruppo, seguiti dagli investigatori tra fine 2020 ed i primi mesi del 2021, hanno riguardato anche i territori di Abruzzo, Marche ed Umbria. Tutto era iniziato nella primissima serata del 4 dicembre 2020, a Faella, frazione del comune di Castelfranco Piandiscò. Quel giorno, muovendosi col favore dell’oscurità, un gruppo di malfattori si era introdotto presso lo stabilimento di una pelletteria locale, gestito da un imprenditore originario di Figline Valdarno. Una volta dentro, noncuranti della presenza di alcuni dipendenti e del circuito di videosorveglianza, erano riusciti a rubare un Land Rover Range Rover Sport (del valore di circa 70mila euro), a bordo del quale erano fuggiti a grande velocità, diretti verso le colline del Chianti.

Nel volgere di pochi mesi, gli investigatori fecero luce su un gruppo organizzato di professionisti, muniti di apparecchiature sofisticate, appositamente programmate per inibire i segnali radio e gps: i cosiddetti jammer, strumenti utilizzati per impedire a telefoni cellulari o a comandi a distanza di ricevere o trasmettere onde radio, o anche per la clonazione dei codici delle centraline elettroniche. La svolta nelle indagini fu rappresentata dall’individuazione dell’autovettura utilizzata dai malfattori per recarsi sul luogo del delitto, e per allontanarsene una volta trafugata l’autovettura presa di mira. Da lì sfociarono i successivi accertamenti che portarono a mettere insieme un solido quadro indiziario, in base al quale il Gip di Arezzo emise due provvedimenti di obbligo di dimora nel comune di residenza nei confronti di due dei principali indagati, residenti nel basso Lazio.

L’attenzione dell’Arma, però, non è venuta meno, e nei mesi seguenti sono state documentate diverse violazioni delle misure cautelari imposte, in particolare da parte di un indagato, il quale sostanzialmente non aveva mai smesso la propria condotta criminale, proseguendo nel commettere reati proprio in Toscana. Da ultimo, pochi giorni fa, l’uomo è stato controllato dai Carabinieri nei pressi di Siena, a bordo di un carroattrezzi, sul cui carrello era stato posizionato proprio un veicolo Land Rover Range Rover, risultato rubato poche ore prima da un concessionario di Empoli. Nell’occasione, l’uomo è stato denunciato in stato di libertà per ricettazione, e, al contempo, è stata vagliata dal Gip di Arezzo la posizione sotto il profilo cautelare. Di fronte all’ennesima violazione delle prescrizioni imposte, e alla loro gravità, è stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’uomo, tratto in arresto in queste ultimissime ore dal Nucleo Operativo e Radiomobile di San Giovanni Valdarno con la collaborazione dei colleghi di Ardea (Rm) è stato ristretto presso il carcere di Arezzo.

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