Furti a raffica in Valtiberina, fermato anche il capo della banda

"Meglio rubare che lavorare", così il capo di una banda di ladri cercava di convincere un conoscente a diventare suo complice. Oggi il ladro dalla faccia tosta è finito in manette, insieme ad altri due malviventi. La banda, composta dai tre...

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"Meglio rubare che lavorare", così il capo di una banda di ladri cercava di convincere un conoscente a diventare suo complice. Oggi il ladro dalla faccia tosta è finito in manette, insieme ad altri due malviventi. La banda, composta dai tre albanesi, aveva messo a segno colpi su colpi in Valtiberina. Ma le scorribande adesso sono finite: anche il capo della gang è stato fermato. Le indagini dei Carabinieri della Tenenza di Sansepolcro e della Stazione di Monterchi, che lo scorso settembre avevano portato a termine i primi arresti, si sono concluse sabato con l’esecuzione di una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del trio. La misura cautelare è stata emessa dal G.I.P. del Tribunale di Arezzo per furto in abitazione e ricettazione in concorso.

Dopo l’arresto in flagranza di D.G. e M.A. ed il fermo a distanza di alcuni giorni nella Riviera Romagnola di K.I., capo della banda, le articolate indagini dei Carabinieri hanno consentito di documentare le azioni dei tre in provincia di Arezzo. K.I. dopo essere scampato all’arresto per il tentato furto al Bluebar di Sansepolcro, la notte del 1° settembre scorso, era stato aiutato a rientrare a Bellaria Igea Marina da un connazionale dimorante nel Valdarno e dalla ex convivente romagnola. A casa della donna, nel corso di una perquisizione disposta dalla Procura di Arezzo, i Carabinieri della Valtiberina, insieme ai colleghi romagnoli, hanno trovato e sequestrato la refurtiva compendio di alcuni furti. Entrambi sono stati denunciati per favoreggiamento personale, mentre la convivente di K.I. anche per ricettazione.

Durante le indagini è stata poi ritrovata una seconda autovettura, rubata a una carrozzeria di Bellaria Igea Marina: una Citroen C3 in riparazione, a bordo della quale il trio aveva nascosto i beni trafugati nel corso del furto in un’abitazione di Monterchi a fine agosto scorso, tra cui quattro fucili. In quell’occasione i ladri forzarono il portone di ingresso, le finestre e addirittura un abbaino posto sul tetto dell’abitazione, per penetrare all’interno dell'abitazione, causando danni superiori al valore del bottino. La refurtiva è stata poi riconsegnata ai proprietari.

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Dopo aver assicurato alla giustizia il trio, i furti in danno agli esercizi commerciali, in particolare della Valtiberina, hanno registrato una brusca frenata. "Preme sottolineare - spiegano i militari dell'Arma - che il valore aggiunto delle indagini della Tenenza dei Carabinieri di Sansepolcro e della Stazione di Monterchi sin dall’arresto dei primi due ladri della batteria è stata la fattiva collaborazione dei cittadini, che a più riprese segnalavano al 112 la presenza dei malviventi nelle stazioni di servizio depredate ed anche spontaneamente si recavano in caserma per rilasciare particolari rivelatisi poi importantissimi per ricostruire la mappa degli obiettivi aggrediti e per il recupero della refurtiva. Emblematico il “Meglio rubare che lavorare” rivolto da K.I. ad un connazionale conosciuto durante i sopralluoghi per invogliarlo ad unirsi alla banda".

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