Scoperti tre furbetti del ticket in provincia di Arezzo: sottratti oltre 5mila euro. Ora dovranno pagare il triplo

Scrupolosi controlli della Guardia di Finanza per verificare il corretto uso dell'autocertificazione della fascia di reddito: 3 persone di diversi comuni dell'Aretino sono risultate beneficiari infedeli dell'esenzione della fascia 1

Scoperti tre furbetti dell'esenzione del ticket in Valtiberina da parte della Guardia di Finanza aretina. Tutti Over 50 e in fascia 2 (con redditi tra i 36mila e i 70mila euro) che si fingevano meno abbienti, usufruendo delle agevolazioni della Fascia di reddito 1 (da 0 a 36mila euro).

I controlli dei finanziari si sono così concentrati sulle esenzioni dal pagamento del ticket sui farmaci e sulle visite mediche specialistiche: la meticolosa analisi di un gran numero di posizioni, relative a cittadini che si sono avvalsi dell’esenzione, ha permesso ai finanzieri della tenenza di Sansepolcro di concentrare l’attenzione su tre persone, residenti nei comuni di Anghiari, Pieve Santo Stefano e Sestino, che hanno acquistato medicine e fatto visite, beneficiando, dello sgravio del ticket sanitario previsto, senza averne però diritto.

L’incrocio delle informazioni ricavate dalle diverse banche dati con i documenti acquisiti dalla Fiamme Giallo ha consentito di ricostruire il quadro esatto delle ripetute violazioni commesse dai tre che complessivamente hanno sottratto alla collettività risorse tra i 5mila e i 6mila euro nell'anno preso in esame, il 2019.

Attraverso l’autocertificazione hanno infatti falsamente attestato la propria situazione reddituale, riuscendo così a sottrarsi, in tutto o in parte, al pagamento degli importi dovuti in base alla normativa regionale, modulati in base alla fascia economica di appartenenza.

Nei confronti dei 3 infedeli beneficiari, sono state elevate multe pari al triplo delle somme dovute.

"L'attività della Guardia di Finanza, in quest’ottica - spiegano le Fiamme gialle aretine - mira, da un lato, a salvaguardare gli interessi finanziari degli enti erogatori, in modo da evitare sprechi di denaro pubblico, e, dall'altro, a perseguire obiettivi di equità sociale, tutelando la corretta redistribuzione delle risorse disponibili, a favore di chi ne abbia effettivamente diritto e bisogno".

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