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Il funerale di Benito Butali

Il funerale di Benito Butali

“Una grande storia aretina, la capacità di guardare sempre avanti”, l’ultimo saluto a Benito Butali

Duomo gremito questa mattina per il funerale del padre fondatore della Casa dello Sconto e di Euronics

Una grande folla ha riempito le navate della cattedrale di Arezzo per l’ultimo saluto a Benito Butali, fondatore della Casa dello Sconto e di Euronics Italia. 

Tra i presenti tutti i dipendenti di Teletruria, l’emittente televisiva acquistata dall’imprenditore aretino nel 1983, il sindaco Alessandro Ghinelli, gli assessori comunali Tanti e Comanducci, la vice presidente del consiglio regionale Lucia De Robertis e l’assessore Vincenzo Ceccarelli, Franco Marinoni e Catiuscia Fei di Confcommercio e il segreterario generale della Camera di Commercio Giuseppe Salvini. Presente anche una delegazione dell’Arezzo calcio, di cui Butali è stato presidente dal 1986 al 1989, guidata da capitan Cutolo. Sulla scalinata del duomo anche il saluto della curva sud che gli ha dedicato uno striscione: "Ciao sor Benito, vero cuore amaranto".

Striscione funerale Butali-2

La solenne cerimonia è stata celebrata dal vescovo di Arezzo, Mons. Riccardo Fontana, che ha ripercorso i passi della vita di Benito Butali in un silenzio surreale. Queste le sue parole.

"La città è qui per salutare il cristiano, un uomo giusto, una persona che ha fatto molto del bene nei suoi anni di vita. 

La città si riunisce per affidare al Signore un autentico protagonista di Arezzo. Una testimonianza bella profonda, il nostro pensiero va alla signora Vera. Un uomo che non si è mai tirato indietro. Benito ha avuto una capacità di guardare avanti sempre, con il sorriso anche nei momenti più complessi. Leggere la realtà e trovare le soluzioni. A quanta gente ha dato lavoro, i Butali hanno saputo scegliere da cristiani senza fare i primi della classe. Una grande storia aretina. Un’icona che ci portiamo dietro che di fronte alla difficoltà ha trovato le soluzioni. 

La capacità di trasformare, i Butali cominciarono con un'esperienza agricola e poi quando capirono che non era più il futuro, gurdarono oltre. 

È un momento di passaggio e di grande speranza, la patria è nei cieli, non ci si attacca alle cose della terra. Ci rivediamo, arrivederci. 

La storia di nonno Benito diventerà una bella favola da raccontare in futuro. Le imprese, i soldi vanno e vengono, aa qualità delle persone dura. È importante far passare il messaggio che quello che conta è la qualità della persona. 

Quello che conta di fronte al signore è l’impegno di una vita".

Prima che si chiudesse la messa, il direttore di Teletruria Luca Caneschi, ha voluto ricordare il proprietario storico dell'emittente televisiva aretina.

"Usiamo tante volte la parola straordinario, la usiamo anche a sproposito, è una delle parole più usate, Benito era veramente un uomo straordinario, non aveva niente di ordinario. In questi giorni, in queste ore, sono stati ricordati i suoi caretteri distintivi, il genio, il senso degli affari, la lungimiranza, ma anche il sorriso con il quale si rivolgeva alla gente. Non era un super uomo, non lo ha mai voluto essere. Era anzi piuttosto schivo. Ci si potrebbe chiedere perchè un giorno ha voluto scrivere un libro sulla storia della sua vita, me lo sono sempre chiesto anche io. Poi incontrandolo tutte le settimane ho capito quale era il senso, voleva trasmettere le sue idee e i suoi valori. Voleva dare il messaggio dell'importanza del cuore, diceva che lui sarebbe potuto andare in ogni parte d'italia, però è sempre rimasto ad Arezzo perchè qui c'era il cuore. Era un uomo vivo e per questo oggi è difficile salutarlo per l'ultima volta".

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